Nato come un fenomeno temporaneo in seguito all’emergenza pandemica, lo smart working sembra essere arrivato per restare.

Lo smart working doveva essere solo una soluzione temporanea ad un problema logistico legato all’impossibilità di lavorare in massa in spazi chiusi a causa dello scoppio della crisi pandemica. Eppure, tante cose sono cambiate con la pandemia. Sono cambiati i modi di fare, di pensare e di lavorare, come in questo caso. E molte persone sembrano apprezzare quest’onda di cambiamenti. Ma questo risultato è causato dall’abitudine o dalla novità?

Il giudizio delle persone che hanno praticato lo smart working, durante l’ultimo anno, è diviso tra coloro che hanno apprezzato tale pratica, ritenendola un’occasione di miglioramento, e coloro che hanno ritenuto tale fenomeno una costrizione, un’obbligo di stare a casa, senza la possibilità di socializzare con i propri colleghi. Ebbene, tra le persone che hanno partecipato al sondaggio condotto da Swg in merito allo smart working, la maggioranza (61%) degli individui ha decretato positiva la propria esperienza con tale pratica.

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I cambiamenti sul piano lavorativo

Per quanto riguarda il piano lavorativo, lo smart working ha portato molti cambiamenti, sia negativi che positivi. Riguardo gli effetti negativi, le relazioni interne, specialmente tra colleghi e con il proprio capo, hanno subito un peggioramento. In merito agli effetti positivi, invece, è chiaro che questa modalità di lavoro abbia migliorato le prestazioni, ottimizzando le tempistiche specie per quanto riguarda attività ritenute non fondamentali.

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Smart working

I cambiamenti sul piano personale

Stando all’aspetto personale, invece, ci sono stati due effetti principali, uno negativo e uno positivo. L’effetto negativo è legato alla mancanza di confini tra vita lavorativa e vita personale, che ha portato inizialmente ad un senso di smarrimento, di allungamento della giornata lavorativa e di incapacità di rilassarsi alla fine del proprio turno di lavoro. La parte positiva, invece, è legata alla possibilità di gestire meglio i propri figli, per quanto riguarda i padri e le madri che hanno lavorato in smart working.

Stando a molti lavoratori, lo smart working ha migliorato le relazioni con i conviventi e l’umore. Eppure, per il 31%, l’effetto è stato opposto, con un peggioramento a livello psicofisico. I cambiamenti a livello emotivo e psicologico sono stati più marcati soprattutto nelle donne. Quando lo stato di emergenza scadrà, bisognerà porre delle regole sul lavoro a distanza. Stando al 37% di coloro che sono stati coinvolti nell’indagine, un accordo individuale tra impresa e lavoratore sembra essere l’opzione più adeguata.

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ultimo aggiornamento: 21-03-2022


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