Vaccini Covid, intesa raggiunta tra medici di base, Governo e Regioni. L’accordo è stato condiviso da tutti i sindacati.

ROMA – Vaccini Covid, intesa raggiunta tra medici di base, Governo e Regioni. Al termine di una lunga trattativa, le parti hanno trovato l’accordo per iniziare la somministrazione delle dosi anche negli studi di medicina generale.

Le Regioni chiedono un cambio di passo

L’accordo potrebbe portare al cambio di passo richiesto dalle Regioni. I ritardi di AstraZeneca, come evidenziato anche dall’Umbria, potrebbero portare ad un rallentamento della campagna vaccinale per gli insegnanti.

Da qui la decisione da parte dei governatori di chiedere al premier Draghi un cambio di passo per non rischiare nuove chiusure in estate. E da Palazzo Chigi si ragiona sul problema legato alla mancanza delle dosi. Il piano potrebbe essere quello inglese e israeliano: ritardare di qualche settimana la somministrazione della seconda dose per poter somministrare almeno la prima dose di vaccino ad un numero superiore di persone. Una linea che non sembra convincere alcuni esperti italiani, ma c’è assolutamente bisogno di un cambio di passo per far ripartire l’economia.

Vaccino
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Franco Locatelli: “13 milioni di dosi entro fine marzo”

Sono 13 milioni le dosi che l’Italia dovrebbe avere a disposizione entro la fine di marzo. A dirlo è Franco Locatelli ai microfoni di Mezz’ora in più: “La limitante di questa fase è stato il numero di dosi disponibili. Ne abbiamo avuto 4 milioni e 700mila e le abbiamo usati quasi tutte. Altre 7 milioni e 700mila sono attese a marzo“.

Sui numeri il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, riportato da La Stampa, è sicuro: “Per numero di dosi somministrate e popolazione siamo il secondo Paese in Ue dopo la Germania, primo per la popolazione vaccinata con doppia dose“. Una strategia che potrebbe essere rivista nelle prossime settimane per consentire una ripartenza dell’economia prima del previsto. Il premier Draghi è al lavoro e presto sono attese importanti novità.


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