Cos’è il vaiolo delle scimmie, quali sono i sintomi e come si cura. Le informazioni dell’Istituto Superiore di Sanità. Registrato in Cina il primo decesso.

Il vaiolo delle scimmie è il nuovo allarme sanitario che arriva dalla Cina. Si tratta del Monkey B Virus (BV). L’allarme è scattato dopo la notizia della morte del primo paziente affetto dal virus in questione.

Cina, morto il primo paziente affetto dal vaiolo delle scimmie

La notizia, pubblicata nella giornata di sabato dai media cinesi, è stata ripresa dalla stampa internazionale. La vittima è un veterinario di 53 anni. Il soggetto in questione aveva manifestato i primi sintomi dopo la dissezione dei corpi di due scimmie all’inizio del mese di marzo. Il decesso risale alla fine di maggio. Il caso ha fatto notizia ed è venuto alla ribalta in quanto si tratta della prima vittima del virus.

Cos’è il vaiolo delle scimmie

Ma cos’è il vaiolo delle scimmie? Si tratta di un virus simile a quello del vaiolo ma meno aggressivo. Solitamente la malattia ha un decorso decisamente meno grave.

Si tratta di “una rara malattia virale che si trova per lo più nei paesi tropicali dell’Africa centrale e occidentale. Viene chiamata vaiolo delle scimmie perché fu scoperta nelle scimmie da laboratorio nel 1958. In seguito, studi su animali in Africa hanno riscontrato evidenze virologiche d’infezione in scoiattoli, che si ritiene svolgano un ruolo importante come ospiti naturali della malattia. Studi di laboratorio hanno inoltre dimostrato che l’infezione da vaiolo delle scimmie può verificarsi anche in ratti, topi e conigli”, si legge sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità.

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Laboratorio Coronavirus
Laboratorio Coronavirus

I sintomi

I primi sintomi manifestati dal paziente sono stati nausea e vomito. In generale, “negli esseri umani, le caratteristiche cliniche del vaiolo delle scimmie sono simili a quelle del vaiolo. Circa 12 giorni dopo l’esposizione, la malattia si manifesta con febbre, mal di testa, dolori muscolari, mal di schiena, linfonodi gonfi, malessere generale, e spossatezza. Nell’arco di 1 –3 giorni (talvolta anche di più) dall’insorgenza della febbre, il paziente sviluppa eruzione cutanea pustolare, che appare solitamente prima sul volto ma a volte anche su altre parti del corpo. Le lesioni si sviluppano in genere in diverse fasi prima di formare la crosta e cadere. La malattia generalmente dura da due a quattro settimane. In Africa è fatale in circa il 10% delle persone che contraggono la malattia. La mortalità per il vaiolo umano era di circa il 30% dei casi prima cha la malattia fosse eradicata“.

La trasmissione da uomo a uomo del virus

I test effettuati sui contatti stretti hanno dato esito negativo, escludendo quindi la trasmissione del virus. Secondo quanto riferito dall’Iss, “la trasmissione da uomo a uomo del virus avviene con un periodo di incubazione di circa 12 giorni (da 7 a 21 giorni). Dopo l’eradicazione del vaiolo umano, nel 1980, il monitoraggio sul vaiolo delle scimmie è continuato dal 1981 al 1986, nella Repubblica Democratica del Congo, con l’identificazione di 338 casi, con un tasso caso-fatalità del 9,8 per cento per persone non precedentemente vaccinate contro il vaiolo. Il vaccino antivaioloso è stato dimostrato efficace all’85 per cento nel prevenire la manifestazione umana di vaiolo delle scimmie“.

Come si cura il vaiolo delle scimmie

Ma come si cura? “Non esiste un trattamento specifico. E’ stato riferito che in Africa il rischio di contrarre il vaiolo delle scimmie si riduce nelle persone precedentemente vaccinate per il vaiolo. E’ in corso di valutazione il ruolo potenziale del vaccino per il vaiolo nei pazienti esposti al vaiolo delle scimmie. Si stanno anche valutando farmaci antivirali, come il cidofovir, per il trattamento“.


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