Secondo quanto riferito dalla famiglia di Valentina Giunta, la vittima viveva da anni in una situazione di terrore.

Valentina Giunta è la donna di 32 anni uccisa a coltellate da suo figlio, un ragazzo di 5 anni. Nella giornata di ieri, 28 luglio, il gip del Tribunale di Catania ha convalidato il fermo nei confronti del giovane. Attualmente, il 15enne si trova detenuto all’interno di un penitenziario minorile. 

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La vicenda 

L’omicida ha ucciso sua madre lunedì scorso, in tarda serata. Tra i due ci sarebbe stata una lite sfociata nell’assassino della donna. Valentina è stata uccisa da suo figlio dentro la loro casa, in via di Giacomo, nel quartiere di San Cristoforo, a Catania.  

Secondo l’accusa, il 15enne avrebbe accoltellato ripetutamente sua madre, fino ad ucciderla. Dopo, si sarebbe dato alla fuga, che è durata ben poco. Gli uomini della Squadra Mobile hanno localizzato e catturato il giovane killer la mattina dopo l’omicidio, il 26 luglio. 

Attualmente il giovane è detenuto in un Istituto penitenziario minorile. Dovrà presentarsi di fronte a un giudice, per rispondere alle accuse di omicidio volontario. Il giovane ha confessato il delitto commesso davanti al Gip, spiegando nel dettaglio la vicenda ed il motivo che lo ha spinto a compiere un tale gesto nei confronti della sua stessa madre. 

Il giovane passava la maggior parte del tempo a casa di sua nonna paterna. Il suo intento era quello di lasciare definitivamente la casa della madre. La donna però si era opposta a questa decisione, temendo che il figlio potesse seguire le orme del padre, che attualmente si trova detenuto in un carcere del nisseno. 

Già da tempo Valentina Giunta era intenzionata a cambiare vita, e allontanarsi insieme ai suoi figli dal marito, che più volte aveva denunciato per maltrattamenti. Il figlio 15enne però, non condivideva le scelte della madre. Per questo motivo i rapporti tra i due erano tesi da parecchio tempo, finché la situazione si è trasformata in tragedia, culminando nell’omicidio della 32enne. 

Prove scientifica

Nonostante il racconto del giovane, restano ancora molti dubbi da chiarire in merito alla vicenda. Difatti, gli investigatori sono convinti del fatto che l’adolescente abbia avuto il supporto di qualcuno nel delitto e dopo, fornendogli un posto in cui stare durante la fuga. 

I rapporti familiari tesi

La famiglia di Valentina Giunti, affranta dalla situazione, chiede che venga fatta “chiarezza” sul caso, ed anche “sul contesto deviato e deviante in cui è maturato l’efferato delitto”, convinti del fatto che ci siano “responsabilità che non si possono limitare al solo fatto di sangue”. 

Secondo quanto riferito dalla famiglia della vittima, Valentina da anni viveva nel terrore. L’avvocato ha ricostruito la situazione, spiegando che Valentina viveva “con la paura che qualcosa di grave le sarebbe potuto accadere“. Proprio per questa paura, “da alcuni mesi si era trasferita insieme al padre in un’altra abitazione presa in affitto”. E continua: “Nell’ultimo anno sono stati diversi gli episodi di violenza, anche gravi, che hanno visto come persone offese Valentina Giunta e la sua famiglia e come protagonisti attivi la famiglia del suo ex convivente”. 

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ultimo aggiornamento: 29-07-2022


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