Nuovi retroscena su Roberto Vannacci e i suoi ipotetici legami con la Russia. Spunta la cena a Mosca a “spese degli italiani”.
Lo hanno accusato di essere il “cavallo di Troia” della Russia ma non solo. Attorno a Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, si susseguono notizie, vere o presunte, di ogni tipo. L’ultima riguarda una cena a Mosca e i suoi pensieri sull’invasione di Putin all’Ucraina che, a quanto pare, il Generale avrebbe sempre escluso prima che accadesse. A fornire il retroscena è stato John Foreman ex attaché militare britannico nella capitale russa.

Vannacci, i pensieri sull’Ucraina e la Russia prima della guerra
Roberto Vannacci avrebbe sostenuto fino a pochi giorni dall’invasione russa dell’Ucraina che Mosca non avrebbe attaccato. A raccontarlo è John Foreman, ex attaché militare britannico a Mosca, che si trovava in Russia nel febbraio 2022, quando iniziò la guerra. In un’intervista a Repubblica, citata da svariati media, Foreman ha ricordato diversi incontri avuti con Vannacci nei mesi precedenti al 24 febbraio.
Secondo il diplomatico britannico, già durante i primi incontri Vannacci considerava la questione ucraina secondaria. Parlando con altri attaché militari, avrebbe sostenuto che l’Ucraina non fosse realmente indipendente e che facesse parte della Russia. Vannacci era arrivato a Mosca nel dicembre 2020.
La situazione, secondo Foreman, cambiò nell’autunno del 2021, quando le informazioni sull’aumento delle tensioni iniziarono a diventare sempre più evidenti. Mentre l’intelligence accumulava elementi sull’ammassamento delle truppe russe, Vannacci continuava però a escludere la possibilità di un’invasione.
La cena a Mosca e il comportamento del Generale
A fine gennaio 2022 ci fu una cena al Balzi Rossi, ristorante italiano di Mosca, alla quale parteciparono Vannacci, Foreman, rappresentanti francesi e altri europei. Durante il pasto nel “miglior ristorante italiano di Mosca, con lui, i francesi e altri europei. Cibo delizioso, ed era Vannacci a offrire, a spese dei contribuenti italiani (ride, ndr)”, il tema fu ancora una volta il concentramento delle forze russe al confine con l’Ucraina. Vannacci avrebbe detto a Foreman: “Mosca non invaderà l’Ucraina”. Il britannico, invece, gli avrebbe risposto che avrebbe scoperto troppo tardi che non sarebbe andata così.
Foreman ha quindi spiegato inoltre che il Generale difese questa posizione anche davanti all’ambasciatore italiano, nonostante all’interno dell’ambasciata si discutesse della situazione. Secondo il diplomatico, ciò avrebbe avuto conseguenze sulla gestione dell’evacuazione del personale italiano da Kiev, che dovette essere organizzata rapidamente quando la città finì sotto attacco.
Foreman ha poi commento l’idea secondo cui Vannacci sarebbe un “cavallo di Troia” della Russia. L’uomo ha detto di non considerare il Generale un agente russo intenzionato a destabilizzare l’Italia. Lo ha descritto, piuttosto, come una persona vicina all’idea dell’uomo forte rappresentata da Putin e ai cosiddetti valori tradizionali. Secondo l’ex attaché, inoltre, Vannacci non sarebbe stato l’unico italiano a guardare alla Russia in questo modo.