Il senatore del Partito Democratico Francesco Verducci ha sottolineato l’importanza dell’inclusione digitale per tutte le famiglie italiane.

Ormai, tutto passa per il digitale. Specialmente dopo questi due anni e mezzo di pandemia, siamo sempre più connessi virtualmente, e facciamo quasi tutto online. Che si tratti di sbrigare pratiche burocratiche, compilare moduli, cercare lavoro, ordinare cibo, interfacciarsi con capi, colleghi, amici e parenti, tutto è virtuale. Da ciò, è importante che tutti possano accedere al digitale senza discriminazioni. Questo è quanto emerso dal secondo ‘Rapporto sul valore della connettività in Italia’, redatto dal Censis assieme a Windtre. Anche il senatore del Pd Francesco Verducci ha parlato della questione dell’inclusione digitale.

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Le parole del senatore

Il digitale è ormai un bene comune ineludibile, al pari da altri beni comuni della cittadinanza messi a disposizione dal welfare state: parlo dei servizi sociosanitari, della scuola e del diritto all’istruzione. Il diritto all’inclusione digitale deve stare al centro del modello di sviluppo che stiamo cercando di progettare e di costruire dopo la fase della pandemia”. Questo l’incipit dell’intervento di Francesco Verducci al Senato.

“Parlo di un ‘welfare digitale’. Il diritto al lavoro – ha proseguito Verducci – senza un pieno accesso al diritto digitale, diventa un guscio vuoto. Lo considero un tema decisivo per la politica, legato alla piena attuazione della seconda parte dell’articolo 3 della Costituzione, ossia come provvedere alla rimozione degli ostacoli che limitano le libertà e la piena realizzazione dell’individuo. Tra questi ostacoli c’è sicuramente la rimozione del ‘muro’ di accesso al digitale, stando al senatore del Pd.

Tastiera computer
Computer

“Sappiamo bene che le faglie della discriminazione e dell’esclusione digitale sono certamente legate all’età ma c’è una discriminante enorme legata al territorio, come abbiamo visto in maniera drammatica nel periodo della pandemia”. Queste le dichiarazioni di Verducci, che ha anche parlato delle difficoltà digitali legate al periodo pandemico. “Ricordiamo a esempio le difficoltà che si sono generate con la Dad e quanto sia aumentato il rischio di abbandono scolastico per il divario tecnologico registrato sul territorio e tra gli studenti delle famiglie svantaggiate, che non sempre hanno potuto seguire le lezioni, perdendo il diritto allo studio”.

Verducci ha dunque concluso il suo intervento parlando dei passi da fare per completare efficacemente la transizione digitale in Italia. “La faglia di discriminazione sul territorio è anche dovuta alla fatica che fa il pubblico a intervenire in queste aree per colmare il divario tecnologico e infrastrutturale. L’Italia è uno dei Paesi il cui utilizzo individuale di Internet è tra i più alti al mondo, però questo coincide con la necessità di procedere passo passo con l’urgenza di una educazione e di informazione digitale. Non basta infatti saper accedere alla rete per poter usufruire fino in fondo ai diritti legati al digitale.

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ultimo aggiornamento: 09-06-2022


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