Il critico d’arte Vittorio Sgarbi e la “punizione” ricevuta. L’inedito retroscena legato al famoso personaggio televisivo.
Mentre si susseguono le notizie relative alla sua salute, con tanto di rivelazione in merito ad un ipotetico suicidio tentato, ecco che Vittorio Sgarbi è tornato a far parlare per un qualcosa avvenuto tempo fa e che lo aveva visto ricevere una sorta di “punizione” da parte di un famosissimo conduttore tv: Maurizio Costanzo.

Vittorio Sgarbi e la prima querela
Come anticipato, quando si parla di Vittorio Sgarbi, si sa, gli argomenti sono tanti. Al netto di una situazione attuale di salute incerta, il critico d’arte vanta un passato illustre, anche in tv. In questo senso, in una intervista rilasciata a Gente nel 2024, l’uomo raccontò qualcosa di molto personale legato anche al compianto Maurizio Costanzo.
“Quella prima volta al Costanzo Show ci litigai”, ha raccontato in passato Sgarbi facendo riferimento al debutto nella famosa trasmissione avvenuto nel 1987. “Ero annoiato da una storia strappalacrime e lo dissi, lui si arrabbiò: ‘Se non le va bene come conduco il programma, si faccia il suo talk show e lo conduca lei’. Allora ero il classico intellettuale che non amava la tv e sbagliai obiettivo”.
Sgarbi ha poi aggiunto in quella intervista: “Tornai due anni dopo e diedi della ‘str…a’ a una professoressa che mi aveva dato dell’asino per cinque volte perché non apprezzavo le sue poesie. Quella fu la prima querela che beccai: dovetti darle 60 milioni di lire. Da lì, imparai a dare della capra”.
La punizione ricevuta: il retroscena
Proprio quell’exploit portò ad un’assenza di due anni dalla trasmissione: “Se fu una punizion? Credo di sì e non ricordo perché mi richiamò”, aveva raccontato a Gente Sgarbi. “La seconda volta spostai il mio obiettivo. Con Costanzo imparai una verità: l’imprevisto in tv è come un incidente stradale, non resisti, ti fermi a guardare. Lui mi invitava come critico d’arte ma io parlavo di tutt’altro. E questo fu il mio punto di forza”.
A proposito di Costanzo e delle sfuriate del critico d’arte: “Se si è mai arrabbiato? No, anzi, gli piacevano i miei scatti d’ira. Costanzo, come dicevo, aveva capito che la tv non doveva essere come un film, con una sceneggiatura già scritta. Io lo paragono sempre al casinò: lui era il banco, quello che vince sempre, e io ero l’imprevisto che lo spiazzava e faceva saltare il banco. Maurizio aveva i suoi schemi per costruire la puntata, poi arrivavo io e sparigliavo le carte. L’imprevisto è l’anima stessa della tv […]”.