L’intervento di Ursula von der Leyen al Parlamento europeo in occasione del dibattito sulla crisi dello stato di diritto in Polonia.

Intervenuta al Parlamento europeo in occasione del dibattito sulla crisi dello stato di diritto in Polonia, la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha espresso grande preoccupazione e ha fatto sapere che l’Ue non permetterà che i valori dell’Unione vengano messi a rischio ed è quindi pronta ad intervenire nel caso in cui fosse necessario.

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Von der Leyen contro la Polonia: “Siamo preoccupati per la sentenza della Corte costituzionale”

Noi siamo preoccupati per la recente sentenza della Corte costituzionale polacca. La Commissione europea sta valutando attentamente questa sentenza a posso però già dirvi oggi che sono fortemente preoccupata perché mette in discussione la base della Ue e costituisce una sfida diretta all’unità degli ordinamenti giuridici europei“, ha dichiarato Ursula von der Leyen, che ha poi aggiunto che “l’Ue non permetterà che i suoi valori siano messi a rischio“. Quindi, ha aggiunto von der Leyen, la Commissione europea è pronta ad intervenire nel caso in cui fosse necessario.

Ursula von der Leyen
Ursula von der Leyen

La sentenza della Corte Costituzionale polacca

La sentenza alla quale si riferisce Ursula von der Leyen è quella con la quale la Corte costituzionale polacca ha stabilito che la Costituzione polacca non è compatibile con gli articoli 2 e 19 del Trattato sull’Unione europea. In altri termini la Polonia resta uno Stato membro ma prova a sottrarsi dalla cooperazione a livello legale.

Parlamento Europeo
Parlamento Europeo

La replica del premier polacco: “Noi non andiamo da nessuna parte”

Per noi è una scelta di civiltà l’integrazione europea, noi siamo qui, questo è il nostro posto e non andiamo da nessuna parte, vogliamo che l’Europa ridiventi forte, ambiziosa e coraggiosa“, ha risposto il premier polacco Mateusz Morawiecki. “La Polonia è attaccata in modo parziale e ingiustificato. Le regole del gioco devono essere uguali per tutti. Non è ammissibile che si parli di sanzioni. Respingo la lingua delle minacce e del ricatto“, ha aggiunto.

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ultimo aggiornamento: 19-10-2021


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