Oggi si terrà la prima seduta del Parlamento della XIX legislatura. Inizia l’elezione dei presidenti di Camera e Senato.

Il primo compito delle nuove camere sarà la proclamazione degli eletti poi si proseguirà per eleggere i presidenti. La votazione a Montecitorio inizierà alle 10 per l’elezione del presidente della Camera, mentre a Palazzo Madama si inizia alle 10.30. Per quanto riguarda i nomi della seconda e della terza carica più importante dello Stato, entrambi saranno in quota centrodestra, la coalizione vincente.

Per il presidente del Senato, Giorgia Meloni ha confermato la scelta di Ignazio La Russa. Nonostante circolava anche il nome del leghista Calderoli, è probabile che i leader della coalizione abbiano trovato un accordo nel loro incontro di ieri. Anche perché alla Lega andrebbe la guida di Montecitorio con Riccardo Molinari.

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Come funzionano le votazioni dei presidenti delle camere

Le votazioni iniziano oggi ma è improbabile che avranno un risultato decisivo nella giornata di oggi. Per la Camera la votazione avviene a scrutinio segreto e per avere subito il vincitore servirebbe la maggioranza dei due terzi della Camera. Mentre al secondo scrutinio basta avere i due terzi dei presenti, così come al terzo. Se nessuno di questi ha esito positivo si procede con il quarto dove basta avere la maggioranza assoluta dei votanti.

Per il Senato la votazione è diversa. Serve la maggioranza assoluta dell’assemblea nei primi due scrutini. Al terzo scrutinio vale la maggioranza assoluta dei presenti. Se non si ha una fumata bianca in questi casi si procede con il ballottaggio tra i due nomi più votati. A parità di voto vince il più anziano.

Solo dopo l’elezione dei presidenti si può procedere con la formazione dei gruppi parlamentari, necessari per le consultazioni con il presidente della Repubblica per la formazione del nuovo governo. Sia alla Camera ma soprattutto al Senato il centrodestra potrebbe eleggere i presidenti in autonomia. Al Senato i numeri di Fratelli d’Italia, 115 senatori eletti, potrebbero decidere già al primo scrutinio.

Per quanto riguarda la composizione del nuovo Parlamento, la parità di genere è in netto calo rispetto alla legislatura precedente. Le candidate erano il 44% del totale, mentre la loro rappresentanza è scesa al 33% nelle Aule. Nei singoli partiti, la percentuale di donne elette in Forza Italia è ferma al 27%, mentre Fratelli d’Italia, Lega e Pd sono al 31%, così come i Verdi/Sinistra Italiana. Le percentuali salgono nettamente per M5s e Azione/Italia Viva: entrambi si avvicinano infatti alla parità di genere, con rispettivamente il 46 e il 47% di donne elette.

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ultimo aggiornamento: 13-10-2022


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