Yonghong Li in bancarotta: patrimonio all’asta, e il Milan…

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Il patrimonio di Yonghong Li finisce all’asta: il proprietario del Milan è insolvente e viene condannato dai giudici. E il Milan?

Il patrimonio di Yonghong Li andrà all’asta per ripagare i debiti contratti dal presidente del Milan. Incredibile ma vero, questa è la bomba lanciata questa mattina da Il Corriere della Sera.

Secondo quanto riportato dal quotidiano, i giudici cinesi avrebbero predisposto che il patrimonio di Yonghong Li venga confiscato e messo all’asta perché il soggetto è insolvente. Tradotto, non paga i debiti. Per ripagare le banche le sua azioni saranno messe all’asta su Taobao.

Per l’esattezza all’asta ci finirà le azioni che Li ha della Zhuhai Zhongfu, azioni che raggiungono il valore di 60 milioni di euro che finiranno così nelle casse delle banche che lo hanno portato in tribunale.

Non ci sono i soldi per il Milan. Anzi, non ci sono mai stati

Secondo l’inchiesta condotta da Il Corriere della Sera, la cassaforte di Yonghong Li era già vuota prima ancora di acquistare il Milan da Silvio Berlusconi.

Di fatto l’acquisto del Milan è stato reso possibili grazie a quasi trecento milioni offshore e altrettanti chiesti in prestito al Fondo Elliott. Cento milioni vengono (o meglio verrebbero) dal patrimonio personale di Li che però a Hong Kong è già alle prese con la Jiangsu Bank che nel maggio del 2016 fa causa a Li, già insolvente.

Il tribunale ordina che venga messo all’asta il pacchetto della holding Jie Ande che Yonghong Li aveva lasciato in pegno alla banca e che aveva annoverato come parte integrante del suo patrimonio negli incartamenti dati a Fininvest nel momento della trattativa per la cessione del Milan.

Tradotto: per l’acquisto del Milan Yonghong Li ha messo sul tavolo le credenziali di una sua società che era già da tempo insolvente, con la cassaforte vuota e destinata a essere liquidata dalle banche.

Puma cessione Milan Settlement Agreement
Casa Stadio Milan

E quelle inchieste estere…

Tornano ovviamente alla memoria le inchieste condotte dal New York Times e Forbes su Yonghong Li. L’inchiesta condotta da Forbes aveva evidenziato la fragilità economica del club di via Aldo Rossi sottolineando come “Per i proprietari del Milan è improbabile che la ricerca di nuovi soci finisca bene. La realtà è che i nuovi proprietari del Milan semplicemente non hanno le quasi illimitate risorse di Chelsea, City e Psg. Rossoneri Sport Investment negozierà da una posizione molto debole”.

Il New York Times su Yonghong Li aveva invece portato alla luce le lacune del suo patrimonio evidenziando come l’imprenditore non avesse nessuna miniera: “Non sappiamo esattamente che tipo di relazione ha dietro le quinte Li Yonghong, ma in Cina i miei colleghi non hanno trovato alcuna prova sul fatto che sia il reale proprietario di Guangdong Lion, la società che controlla le miniere.

Perché è stato approvato l’accordo per il Milan? Non so, bisognerebbe chiedere a chi ha fatto i controlli, ma a mio avviso sarebbero serviti esami più approfonditi. Per come è attualmente la vicenda, pare possa concludersi creando un imbarazzo alle autorità del calcio italiano. Se io fossi un tifoso del Milan vorrei sapere chi è a possedere il club, vorrei che questo fosse chiaro.

Il prezzo per l’acquisto del Milan è stato molto alto e gli interessi con Elliott sono una bomba pronta a esplodere per la proprietà. In questo momento non vedo come il Milan potrà pagare il suo debito con il flusso di cassa attuale“.

Che la bomba sia davvero esplosa?

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ultimo aggiornamento: 19-02-2018

Nicolò Olia