L’ex funzionario dell’Oms Zambon parla del report ritirato e delle pressioni cinesi alle spalle della decisione di ‘oscurare’ il documento.

Ospite di Lucia Annunziata a Mezz’Ora in più, in onda su RAI TRE, Francesco Zambon è tornato a parlare del Covid, delle responsabilità dell’Oms, delle pressioni della Cina e del report della discordia che è diventato un caso nazionale e internazionale.

Coronavirus
Coronavirus

Zambon parla del rapporto

Francesco Zambon è l’ex funzionario dell’Oms venuto alla ribalta dopo la pubblicazione del report nel quale si parlava della reazione dell’Italia all’emergenza Covid, della mancanza di un piano pandemico aggiornato e degli errori commessi nelle prime settimane. Il rapporto poi divenuto famoso perché rimosso dalla rete poche ore dopo la pubblicazione.

Parlando del famoso report, Zambon riferisce che il ministro Speranza doveva essere informato da Ranieri Guerra che invece non avrebbe messo al corrente il titolare del Ministero della Salute. L’ex funzionario dell’Oms ritiene che Speranza effettivamente non fosse a conoscenza del report prima della pubblicazione del documento stesso. Per Zambon restano dubbi sul fatto che dopo la pubblicazione il ministro della Salute non sia intervenuto o non sia stato coinvolto.

“La pubblicazione che lanciammo un anno fa era indipendente. Per me è una cosa scontata che l’Oms deve essere in grado di fare delle pubblicazioni indipendenti, ma evidentemente non è così. Infatti il rapporto che era l’unica fotografia indipendente sulla risposta Covid di un Paese è stato ritirato e non ce ne sono stati altri”, ha dichiarato Zambon.

Terapia intensiva coronavirus
Terapia intensiva coronavirus

Zambon, “Report ritirato per pressioni cinesi”

Zambon ha poi ricostruito le prime fasi dell’emergenza sanitaria e i primi tasselli sulla diffusione del virus. E nel farlo non risparmia critiche anche all’Organizzazione Mondiale della Sanità.

“Il 31 dicembre Taiwan ha captato autonomamente, perché non gli era stato notificato dalla Cina, che c’era un’infezione di un virus nuovo. Taiwan non è uno Stato membro Oms. Lo stesso giorno ha allertato l’Oms di una possibile trasmissione tra uomo e uomo. L’Oms lo ha detto ufficialmente solo il 21 gennaio, sono passati venti giorni. Questo perché l’Oms non ascolta, per ragioni politiche, Taiwan. E Taiwan è uno degli Stati che ha avuto una reazione migliore al virus: ad oggi 12 morti”, ricostruisce Zambon ai microfoni de la Repubblica.

“Erano poche righe a pagina 2 di un lavoro collettivo. Ogni parola era verificata. Ma nessuno ha messo in dubbio le qualità scientifiche del lavoro, il problema è stato politico: come emerge dagli atti della procura di Bergamo, dalle chat, dalle mail, il report è stato ritirato per pressioni cinesi, principalmente. E poi perché si è ritenuto fosse troppo critico con l’approccio italiano. Quello dell’Oms sia stato un errore imperdonabile. E anche un campanello di allarme importantissimo. La domanda che cerco di porre è semplice: l’Oms fa politica o si occupa di salute?“.

TAG:
primo piano

ultimo aggiornamento: 10-05-2021


Bambino caduto nella tromba delle scale a scuola, maestra condannata a un anno

Italia zona bianca e via le mascherine all’aperto, ecco quando