L’11 marzo 2011 un violento terremoto provocò un maremoto che colpì la centrale nucleare di Fukushima.

TOKYO – Sono passati dieci anni dal disastro di Fukushima. Era infatti l’11 marzo 2011 quando un violentissimo terremoto di magnitudo 9.0, al largo della costa della regione di Tohoku, generò un maremoto che si abbatté sulla terra ferma, devastando diverse città e abbattendosi sulla centrale nucleare. I morti furono quasi 16 mila, altre migliaia i dispersi. Oltre al grave danno ambientale per la fuoriuscita del materiale radioattivo.

Giappone, la commemorazione dell’11 marzo 2011

Nel Paese nipponico, come da tradizione dal 2012, si commemora l’anniversario dell’evento catastrofico. I residenti delle aree maggiormente colpite dal disastro, nelle prefetture di Fukushima, Iwate e Miyagi, osserveranno un minuto di silenzio, esattamente alle 14:46 (le 6:46 in Italia), l’orario preciso in cui si è verificato il sisma. Solo lo scorso non ci sono state iniziative pubbliche, a causa della pandemia. Anche a Tokyo un memoriale verrà organizzato al Teatro Nazionale con la presenza del premier Yoshihide Suga, l’Imperatore Naruhito e la consorte Masako, ma in questa occasione il pubblico non sarà ammesso per le tradizionali offerte floreali.

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La bonifica di Fukushima

Nel frattempo, continua l’attività di ricostruzione delle aree devastate. Nei giorni scorsi il premier Suga ha deciso l’estensione fino al 2031 dell’operato dell’Agenzia della Ricostruzione, costituita appositamente per coordinare la riedificazione dell’area. Negli ultimi dieci anni sono stati spesi più di 30.000 miliardi di yen (232 miliardi di euro). Allo stesso tempo, va avanti il processo di decontaminazione della regione: un’opera certamente enorme, dato che una parte della zona resta inaccessibile.


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