L’Italia di Azeglio Vicini fa l’esordio nel Mondiale di casa il 9 giugno 1990. L’Austria cede solo al 78′: Totò Schillaci, entrato dalla panchina, colpisce di testa e fa esplodere l’Olimpico.

Nel 1984 la Fifa decide di assegnare i Mondiali del 1990 all’Italia, Paese che ha già ospitato l’edizione del ’34. Nel dicembre del 1989 vengono effettuati i sorteggi: la Nazionale azzurra pesca la Cecoslovacchia, l’Austria e gli Stati Uniti. Oltre ai padroni di casa, dotati di una difesa a prova d’acciaio, i favori del pronostico sono per l’Argentina di Maradona, la Germania Ovest guidata in panchina da Beckenbauer e l’Olanda campione europea in carica.

L’esordio

La gara di inaugurazione, giocata a San Siro, vede la sorprendente vittoria del Camerun sull’Argentina di Maradona, detentrice del titolo. Il giorno dopo, il 9 giugno 1990, tocca ai padroni di casa che affrontano l’Austria. Il ct Vicini sceglie la formazione: Zenga, Bergomi, Ferri, Baresi, Maldini, De Napoli, Ancelotti, Donadoni, Giannini, Vialli e Carnevale. L’Olimpico di Roma è gremito ma l’Italia gioca un po’ contratta: il palo esterno ferma il tentativo dalla distanza di Ancelotti. All’intervallo il punteggio è fermo sullo 0 a 0. Nella ripresa, gli azzurri intensificano gli attacchi, impegnando il portiere Lindenberger in almeno due occasioni, con Donadoni e De Agostini.

Entra Totò…

Il match non si sblocca e sembra destinato a terminare a reti bianche. Al 75′ Vicini si gioca la carta Schillaci, il quale subentra al posto di Carnevale: una scelta che può sembrare azzardata, data la fisicità dei difensori austriaci. Nonostante ciò, la scelta paga: quattro minuti più tardi, Vialli crossa in mezzo da posizione defilata dove Schillaci salta in mezzo ai granatieri avversari e batte di testa il portiere dell’Austria! Lo stadio libera tutte le tensioni e paure e esplode esultando. L’Italia vince 1 a 0, rompendo il ghiaccio all’esordio.

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9 giugno 1990 Austria italia 90 Mondiale Totò Schillaci

ultimo aggiornamento: 09-06-2018


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