Zelensky ha recentemente espresso le sue preoccupazioni per via del conflitto che sta coinvolgendo l’Iran: ecco il motivo.
Dopo le parole su Trump, Zelensky è tornato ad esporsi in pubblico in seguito a quanto sta accadendo in Iran (e non solo) negli ultimi giorni. A proposito di questo argomento così delicato, il leader di ucraino è intervenuto ai microfoni del Corriere della Sera. E lo ha fatto esprimendo la sua preoccupazione riguardo questo ennesimo conflitto globale. Non dimenticandosi, ovviamente, di ciò che sta accadendo in Ucraina in seguito all’attacco russo di quattro anni fa.

Zelensky sulla guerra in Iran
Ecco le parole del leader ucraino: “Giusto attaccare gli obiettivi militari iraniani, ma potremmo trovarci in difficoltà nel reperire missili per la difesa dei nostri cieli, perché americani e alleati potrebbero averne bisogno“, ha detto Zelensky.
Aggiungendo poi: “Gli americani e i loro alleati in Medio Oriente potrebbero averne bisogno per difendersi, per esempio dei missili anti-Patriot. Noi ricorriamo al programma Purl, per acquistare le armi Usa con i fondi europei: magari gli americani ne avranno bisogno, come l’anno scorso“.
E ancora: “Parla, ma non agisce, dimostra che è un alleato debole degli iraniani. Come del resto lo è stato per la Siria di Bashar Assad: alla fine gli ha dato soltanto asilo in Russia. Forse agli iraniani ha ridato alcune delle armi che aveva ricevuto, magari gli stessi droni Shahed che adesso Mosca produce in due fabbriche su licenza di Teheran“.
La chiosa su Putin e la situazione in Ucraina
Per Zelensky, nonostante Putin vada combattuto, l’attacco subito dall’Iran fa parte di una questione differente: “No, non lo credo affatto, perché sono due scenari diversi. Ora viene attaccato un regime che vuole costruire l’atomica. L’Ucraina invece è stata invasa con truppe di terra: da 12 anni la Russia cerca di occuparci con la forza. Nello scenario iraniano vedo piuttosto un grave problema con il protrarsi della guerra. Se non si parlano, ci saranno civili morti in numero crescente: sono una società divisa tra sostenitori e oppositori del regime“.
In merito alla questione Ucraina: “Io non lascerò mai il Donbass e i 200 mila ucraini che lo abitano. Putin ha perso la sua offensiva invernale. Ha attaccato le centrali elettriche nel pieno del gelo, voleva dividerci, ha cercato di mettere la popolazione civile contro l’esercito per costringerlo a smettere di combattere. Ma ha fallito”.