Il decreto del 2 marzo 2026 aggiorna DSU e attestazione ISEE: prima casa più tutelata, criteri più favorevoli per i nuclei.
Per milioni di famiglie italiane, il valore dell’ISEE 2026 continua a essere il passaggio decisivo per capire se si può accedere a misure come Assegno unico, Assegno di inclusione, Supporto per la formazione e il lavoro, bonus asilo nido e bonus nuovi nati. Con il decreto dipartimentale n. 3 del 2 marzo 2026, il Ministero del Lavoro e il MEF hanno approvato il modello aggiornato della DSU e della nuova attestazione, recependo le novità previste dalla legge di Bilancio 2026.

Più tutela sulla casa e calcolo più favorevole con almeno due figli
Il cambiamento più pesante riguarda la prima casa per le prestazioni familiari e di inclusione. La soglia del valore dell’abitazione principale esclusa dal patrimonio sale a 91.500 euro per la generalità dei nuclei e a 120.000 euro per chi vive nei comuni capoluogo delle città metropolitane. A questo si aggiunge un aumento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. Nello stesso intervento normativo viene anche rivista la scala di equivalenza, con l’introduzione di una maggiorazione specifica già per i nuclei con due figli e con l’aumento di 0,05 delle altre maggiorazioni. In pratica, per l’ISEE legato alle principali misure familiari e di inclusione, due figli bastano per far scattare un calcolo più favorevole.
Ricalcoli INPS, nuovi modelli e cosa devono fare le famiglie
Sul piano operativo, l’INPS aveva già chiarito a gennaio che dal 1° gennaio 2026 il nuovo ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione si applica ad ADI, SFL, Assegno unico, bonus nido e bonus nuovi nati. Dopo l’approvazione del nuovo modello, l’Istituto ha previsto l’aggiornamento automatico delle attestazioni relative alle DSU presentate dal 1° gennaio 2026, senza costringere le famiglie a ripartire da zero. Nelle istruzioni del modello aggiornato è inoltre confermato che, per le DSU presentate nel 2026, i dati di riferimento sono quelli del 2024, sia per i redditi sia, in via ordinaria, per i patrimoni indicati al 31 dicembre 2024. Resta poi la clausola di tutela per gli immobili distrutti o dichiarati non agibili a seguito di calamità naturali, che per il 2026 non entrano nel patrimonio immobiliare ai fini ISEE.