Dalla scomparsa del 18 febbraio 1950 al ritrovamento nel pozzo, fino alle indagini su Lionello Egidi: il caso di Annarella Bracci.
Il nome di Annarella Bracci è rimasto uno dei più dolorosi nella storia della cronaca nera italiana. La vicenda della bambina scomparsa a Roma nel 1950 continua ancora oggi a essere ricordata come uno dei casi più noti e discussi del dopoguerra.
Annarella, il cui nome completo era Annamaria Bracci, aveva dodici anni e viveva nel quartiere romano di Primavalle. La sera del 18 febbraio 1950 uscì di casa per comprare il carbone e da quel momento non tornò più.
Annarella Bracci: la scomparsa e il ritrovamento del corpo
La storia colpì profondamente l’opinione pubblica dell’epoca e trasformò il caso in una vicenda seguita da tutta Italia. Il corpo della bambina fu ritrovato il 3 marzo 1950 in un pozzo nella zona allora indicata come via La Nebbia, oggi ricondotta a via Cogoleto.

Il caso paralizzò Roma e ai funerali parteciparono oltre duecentomila persone, segno di quanto la storia avesse colpito l’opinione pubblica dell’epoca. Al momento del ritrovamento, il corpo era privo della biancheria intima e venne avanzata l’ipotesi di un tentativo di violenza, ma le condizioni del corpo non permisero di accertare in modo definitivo una violenza sessuale.
Le indagini e il nome di Lionello Egidi
Le indagini inizialmente furono fatte sulla famiglia Bracci, in particolare nella figura della mamma, la quale non aveva un alibi. Ma la dinamica dell’omicidio, con la presunta violenza, portarono a un’esclusione della donna dalla indagini.
Sul fronte investigativo, il nome che più spesso viene associato al caso è quello di Lionello Egidi, amico di famiglia. Egidi finì al centro dell’inchiesta e la sua posizione fu segnata anche da una confessione successivamente ritrattata, in quanto secondo l’uomo estorta da torture. Nel 1952 arrivò un’assoluzione in primo grado per insufficienza di prove.
Nel 1955 in appello, dopo che un’altra ragazza lo denunciò per molestie, fu condannato a 26 anni per l’omicidio di Annarella. Nel 1957, quella condanna venne però annullata, in Cassazione. Per questo il caso di Annarella Bracci viene ancora oggi indicato come un delitto irrisolto, senza un responsabile individuato in via definitiva.