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L’investigatore diventato serial killer: chi era Andrea Arrigoni
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L’investigatore diventato serial killer: chi era Andrea Arrigoni

Polizia

Dalla sparatoria del 2005 a Verona al collegamento con l’omicidio di Fatmira Giegji: cosa emerge dalle ricostruzioni su Andrea Arrigoni.

Andrea Arrigoni è considerato un serial killer italiano, accusato di aver ucciso almeno due prostitute e ritenuto collegato ad altri delitti, oltre che responsabile della sparatoria in cui morirono due agenti di polizia nel 2005.

Il suo nome finì sulle prime pagine nel febbraio di quell’anno, dopo il conflitto a fuoco avvenuto a Verona, in cui persero la vita due poliziotti, una donna e lo stesso Arrigoni. L’uomo aveva 36 anni, era un investigatore privato bergamasco e titolare dell’agenzia Mercury.

Chi era Andrea Arrigoni

Nato a Bergamo nel 1969, proveniva da una famiglia molto stimata, attiva nel volontariato. Era descritto come una persona solare. Dopo aver studiato in un collegio privato di Verona, entrò nella Brigata Paracadutisti “Folgore” e fu impiegato anche in Somalia.

Rientrato in Italia nel 1994, lavorò come guardia del corpo di Umberto Bossi fino al 1996. Successivamente ottenne la licenza di investigatore privato e aprì una propria agenzia a Osio Sotto, dove si costruì una buona reputazione professionale.

Operatori forensi presenti sulla scena del crimine
Squadra di esperti forensi sulla scena del crimine – newsmondo.it

La notte di Verona e le tre vittime

La notte del 21 febbraio 2005 Arrigoni si recò a Verona per incontrare una prostituta. Sulla sua auto salì Galyna Shafranek, 29 anni, di origine ucraina. Dopo essersi spostati in un’altra area della città, tra i due scoppiò una lite. Una pattuglia di servizio notò la macchina di Arrigoni ferma sul ciglio della strada e decise di effettuare un controllo. Quando gli agenti arrivarono sul posto, Arrigoni aveva già sparato alla donna, ferendola al collo. La donna morì in ospedale, dove era stata portata in condizioni disperate.


A quel punto aprì il fuoco anche contro i poliziotti intervenuti, Giuseppe Cimarrusti, 26 anni, e Davide Turazza, 36 anni. I due agenti riuscirono a rispondere al fuoco, uccidendo Arrigoni, ma morirono a loro volta poco dopo.

Le indagini e la svolta su Fatmira Giegji

Dopo la sparatoria, gli investigatori perquisirono l’abitazione e l’ufficio di Arrigoni alla ricerca di elementi utili a chiarire il movente. Durante gli accertamenti furono trovate munizioni per una pistola Beretta calibro 6.35. Questa scoperta portò a una svolta: gli esami della Scientifica e delle procure di Verona e Bergamo collegarono quell’arma al frammento di proiettile estratto dal cranio di Fatmira Giegji, una giovane prostituta albanese trovata morta a Osio Sopra il 19 novembre 2004.

Alla luce di questo collegamento, Arrigoni venne indicato come responsabile anche di quell’omicidio e definito un possibile serial killer. Gli investigatori verificarono eventuali legami con altri delitti irrisolti, ma senza arrivare a riscontri certi.

I dubbi e la posizione della famiglia

Resta ancora poco chiaro il movente complessivo delle sue azioni. Nel 2013 i genitori di Andrea Arrigoni dichiararono di credere nell’innocenza del figlio, sostenendo che non fosse stata fatta piena luce sulla dinamica della sparatoria di Verona.

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ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2026 11:42

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