Romina Del Gaudio scomparve il 4 giugno 2004 mentre lavorava ad Aversa. Dopo 47 giorni il suo corpo fu trovato nel bosco di Carditello e il caso è ancora senza colpevole.
Esistono ferite destinate a non rimarginarsi mai, alimentate dal passare del tempo che scorre senza restituire un colpevole o una spiegazione certa. La vicenda di Romina Del Gaudio appartiene a questo doloroso elenco di enigmi irrisolti. Aveva 19 anni, viveva al Vomero con la madre e nel giugno del 2004 lavorava come promoter per una compagnia telefonica. La mattina del 4 giugno uscì di casa per raggiungere Aversa, dove avrebbe dovuto lavorare per poche ore, ma a pranzo non si presentò all’appuntamento con le colleghe. Da quel momento di lei si persero le tracce.
Per settimane la madre Grazia Gallo cercò di tenere viva la speranza, lanciando appelli e respingendo l’idea di una scomparsa volontaria. Poi, dopo 47 giorni, arrivò la notizia peggiore: il 21 luglio 2004 il corpo della ragazza venne trovato in avanzato stato di decomposizione in un bosco vicino alla Reggia di Carditello, a San Tammaro, nel Casertano. Da allora il suo nome è rimasto legato a uno dei cold case più dolorosi della cronaca campana.

La scomparsa di Romina Del Gaudio e i dettagli del delitto
Quel 4 giugno Romina era partita da Napoli con altre colleghe, ma all’ultimo era stata mandata ad Aversa invece che a Giugliano. Un commerciante disse di averla vista intorno alle 14 in piazza Magenta, e proprio attorno a quelle ore si concentra ancora oggi uno dei punti più oscuri dell’intera vicenda. Negli anni è riemersa anche una lettera anonima che parlava di una auto lunga e scura e di un uomo sulla quarantina che insisteva perché la ragazza salisse a bordo. È una pista che ha avuto peso nell’inchiesta, ma che non ha mai portato a una svolta definitiva.
Quando il corpo venne ritrovato, la scena raccontava già la ferocia del delitto. Romina presentava segni di violenza, coltellate alla schiena e due colpi di pistola alla testa. Gli accertamenti successivi indicarono che era stata uccisa nelle ore immediatamente successive alla scomparsa e che, secondo la ricostruzione investigativa più accreditata, potrebbe aver subito anche violenza sessuale. Proprio questi dettagli resero il caso ancora più sconvolgente: non una morte casuale, ma un omicidio brutale consumato lontano da casa, dopo una sparizione durata poche ore.
Le indagini riaperte più volte e il caso ancora senza colpevole
L’inchiesta ha conosciuto nel tempo aperture, archiviazioni e nuove verifiche. Negli anni furono ascoltate più persone, vennero fatte analisi genetiche, fu riesumata anche la salma per ulteriori accertamenti e in un momento si parlò della compatibilità tra un coltello sequestrato e alcune ferite. Nel 2019 la Procura accolse una nuova istanza della famiglia e riaprì il fascicolo, iscrivendo tre persone nel registro degli indagati anche sulla base degli approfondimenti collegati alla vecchia lettera anonima.
Ma neanche questo nuovo passaggio bastò a chiudere il cerchio. Nel 2021 le indagini riaperte due anni prima sono state archiviate di nuovo, e ancora nel 2022 i magistrati parlavano di un caso senza colpevole nonostante il lavoro investigativo compiuto negli anni. È anche per questo che la storia di Romina Del Gaudio continua a colpire così tanto: una ragazza di 19 anni uscita di casa per andare a lavorare, trovata morta dopo settimane, e una verità che, dopo oltre vent’anni, non è ancora arrivata.