Héctor Beltrán Leyva, noto come “El H”, fu uno dei boss più potenti del narcotraffico messicano. Dopo anni di latitanza venne arrestato nel 2014 mentre era a tavola in un ristorante di pesce a San Miguel de Allende.
Ci sono latitanze che terminano non con il fragore di una battaglia, ma con un’immagine di assoluta quotidianità. Quella di Héctor Beltrán Leyva è una di queste. Per anni il suo nome è stato legato a uno dei cartelli più violenti del Messico, quello dei Beltrán Leyva, nato dalla rottura con il cartello di Sinaloa e diventato simbolo di una stagione di sangue, vendette e traffici internazionali.
Conosciuto anche come “El H”, Beltrán Leyva era considerato dalle autorità americane e messicane uno dei narcotrafficanti più importanti del Paese, con una taglia fino a 5 milioni di dollari negli Stati Uniti.

Chi era Héctor Beltrán Leyva e perché il suo nome pesava così tanto
Héctor Beltrán Leyva era uno dei fratelli che guidavano l’organizzazione criminale di famiglia. Dopo la morte di Arturo Beltrán Leyva nel 2009, fu lui a diventare il riferimento principale del cartello.
Le autorità statunitensi lo collegavano al traffico di cocaina, eroina, marijuana e metanfetamine, oltre che a una rete fatta di riciclaggio, corruzione e violenza armata. Il Dipartimento del Tesoro americano lo aveva anche sanzionato come narcotrafficante di primo piano, congelando eventuali beni sotto giurisdizione statunitense.
Quando venne catturato aveva 49 anni ed era ormai uno dei boss più ricercati del Messico. Secondo le ricostruzioni dell’epoca, si muoveva con un profilo molto più basso rispetto ad altri capi narco, cercando di apparire come un uomo d’affari. Proprio questa scelta di invisibilità aveva contribuito a tenerlo lontano dall’arresto per anni, nonostante fosse considerato uno dei nomi più pesanti rimasti in libertà dopo la caduta di altri capi storici.
L’arresto nel ristorante di pesce dopo anni di latitanza
L’arresto arrivò il 1° ottobre 2014 a San Miguel de Allende, nello stato di Guanajuato. I militari messicani lo bloccarono durante un blitz in un ristorante di pesce, mentre stava mangiando.
Fu una cattura rapidissima, senza sparatorie, che colpì proprio per il contrasto tra il profilo del latitante e la scena dell’arresto: uno dei narcoboss più ricercati del Paese fermato seduto a tavola in una cittadina elegante e frequentata anche da stranieri e pensionati americani.
Con lui venne fermato anche l’imprenditore Germán Goyenechea, ritenuto vicino ai suoi affari. Dopo la cattura, Beltrán Leyva fu trasferito in un carcere federale di massima sicurezza e processato per reati legati a criminalità organizzata, traffico di droga e riciclaggio.
La sua storia si chiuse il 18 novembre 2018, quando morì per un arresto cardiaco mentre era ancora detenuto. Ed è proprio questo che rende il suo nome ancora oggi così noto: non solo il peso avuto nel narcotraffico messicano, ma anche quell’arresto quasi cinematografico, arrivato dopo anni di fuga in un semplice ristorante di pesce.