Quantcast
Richard Matt e David Sweat: la fuga da Dannemora
Vai al contenuto
Iscriviti alla nostra newsletter

Seguici sui nostri canali

NEWSMONDO #CANALI

L’incredibile fuga dal carcere di massima sicurezza: la storia di Richard Matt e David Sweat

prigionieri in carcere

Richard Matt e David Sweat evaserò nel giugno 2015 dal Clinton Correctional Facility di Dannemora, usando utensili elettrici e un percorso nei tunnel tecnici. La loro fuga si concluse dopo 22 giorni.

Ci sono evasioni che durano poche ore e altre che diventano un caso nazionale. Quella di Richard Matt e David Sweat appartiene alla seconda categoria. Nel giugno del 2015, i due detenuti riuscirono a fuggire dal Clinton Correctional Facility di Dannemora, nello Stato di New York, un carcere di massima sicurezza considerato difficilissimo da violare.

La loro sparizione diede il via a una caccia all’uomo enorme, seguita per giorni da tutta l’America, e trasformò i loro nomi in simbolo di una delle evasioni più clamorose degli ultimi anni. Matt stava scontando una pena da 25 anni all’ergastolo per omicidio, sequestro e rapina, mentre Sweat era detenuto con una condanna a vita senza libertà condizionale per l’omicidio di un vice sceriffo.

Richard Matt e David Sweat: come riuscirono a fuggire da Dannemora

Secondo il rapporto dell’ispettorato di New York, tutto cominciò nella notte tra il 5 e il 6 giugno 2015. Matt e Sweat avevano scavato aperture dietro le pareti delle loro celle nell’Honor Block, poi si erano mossi nei passaggi tecnici interni al carcere.

guardia carcere chiavi cella
guardia carcere chiavi cella – newsmondo.it

Con utensili elettrici e altri strumenti introdotti con l’aiuto di personale del penitenziario, riuscirono a tagliare muri di cemento e tubature metalliche, fino a raggiungere l’area sotterranea e poi il sistema esterno di servizio. Quando il controllo del mattino scoprì che i due non erano più nei letti, era già partita una delle più imbarazzanti emergenze di sicurezza della storia recente dello Stato di New York.

Il caso fece ancora più rumore perché mostrò non solo l’abilità dei due detenuti, ma anche le falle interne del carcere. L’inchiesta ufficiale concluse infatti che l’evasione fu possibile grazie a gravi carenze nei controlli e alla manipolazione di alcuni dipendenti. Tra le figure finite al centro del caso ci fu Joyce Mitchell, addetta al laboratorio di sartoria del carcere, che secondo gli inquirenti aiutò i due a procurarsi strumenti utili alla fuga. La vicenda rese Dannemora un simbolo di fallimento nella gestione della sicurezza penitenziaria.

La caccia all’uomo, la morte di Matt e la cattura di Sweat

La fuga si chiuse dopo 22 giorni di ricerche. Richard Matt venne localizzato il 26 giugno 2015 nei pressi di Malone, nello Stato di New York, e fu ucciso da agenti federali durante il confronto finale. David Sweat, invece, restò in fuga altri due giorni: il 28 giugno 2015 venne individuato vicino a Constable, a poca distanza dal confine canadese, e fermato dopo essere stato colpito da un agente della polizia statale mentre tentava di scappare verso la vegetazione. Fu così che terminò una delle cacce all’uomo più seguite degli Stati Uniti in quel periodo.

Dopo la ricattura, il caso continuò comunque a far parlare. Sweat si dichiarò colpevole per l’evasione e ricevette una pena aggiuntiva da scontare consecutivamente alla precedente condanna.

Ma al di là degli aspetti giudiziari, la storia di Richard Matt e David Sweat è rimasta impressa soprattutto per questo: due detenuti per omicidio riuscirono a bucare dall’interno uno dei penitenziari più sorvegliati di New York, costringendo lo Stato a inseguirli per settimane tra boschi, strade di frontiera e piccoli centri del nord. È per questo che la fuga di Dannemora continua ancora oggi a essere ricordata come uno dei casi più clamorosi della cronaca americana recente.

Leggi anche
Elvino Gargiulo: chi era il mostro del Quadraro dietro una delle storie più feroci della cronaca romana

Riproduzione riservata © 2026 - NM

ultimo aggiornamento: 23 Aprile 2026 9:40

Elvino Gargiulo: chi era il mostro del Quadraro dietro una delle storie più feroci della cronaca romana

nl pixel