In merito alla guerra in Iran, Crosetto ha sottolineato l’importanza degli investimenti nella difesa. Ecco cosa ha detto nello specifico.
Dopo le richieste da parte dell’Iran su garanzie all’Onu, sulla guerra in questione si è espresso anche Crosetto. Il ministro, nel corso di un’intervista rilasciata a “Il Foglio” ha parlato di vari punti riguardanti il conflitto iraniano.
Buona parte del suo intervento si è soffermato sugli investimenti in difesa, e su come nonostante vengano visti in maniera negativa, sono in realtà un tema caro anche ai leader progressisti presenti all’estero.

Le parole di Crosetto
Il ministro della Difesa ha dichiarato essenzialmente, come investire in difesa sia necessario per la propria sicurezza e incolumità. Sottolineando inoltre come non farlo con lo scopo di ottenere voti è da irresponsabili.
A proposito di come queste tematiche portino ad una perdita del consenso, il ministro ha preso come esempio il caso spagnolo: “Anche il leader dei pacifisti nostrani, Sánchez, nel solo 2025 ha aumentato del 50 per cento la spesa per la difesa. Anche io vorrei non dover spendere nemmeno un euro in difesa. Allo stesso modo sarebbe bellissimo non ammalarsi o avere un mondo senza criminali. Così non è“.
Il ministro ha poi dichiarato come la difesa non sia una rinuncia ad altre spese altrettanto importanti: “Non è alternativa alla sanità. La difesa è ciò che consente a un Paese di avere una sanità protetta. La difesa non è alternativa alla scuola. È ciò che consente a una scuola, a un ospedale, a un porto, a un aeroporto, a una centrale elettrica, a un data center, di non diventare bersagli indifesi in un mondo in cui la guerra non si combatte più soltanto con i carri armati“.
Le ambizioni sulla difesa italiana
Crosetto ha lasciato trapelare una certa urgenza circa la costruzione della difesa italiana: “Deve essere costruita in fretta, il più rapidamente possibile e in sinergia con i nostri alleati. Chi ci dice che non serve, chi attacca la necessità di costruirla, lavora contro l’Italia, lavora contro il futuro dei nostri figli, lavora anche contro se stesso“.