Dopo il caso delle fatture inviate alle famiglie delle vittime di Crans-Montana, ecco le parole del presidente della Confederazione Elvetica, Guy Parmelin.
L’invio delle fatture da parte della Svizzera alle famiglie delle vittime della strage di Capodanno di Crans-Montana a Le Constellation aveva generato non poche polemiche con annesso commento, in Italia, anche da parte di Luciana Littizzetto. Ora, il presidente della Confederazione Elvetica, Guy Parmelin, ha fatto sapere che il Paese elvetico non chiederà più alle famiglie dei ragazzi rimasti uccisi o feriti di pagare alcun tipo di cura.

Crans-Montana: stop all’invio fatture alle famiglie delle vittime
Le persone ferite nell’incendio a Crans-Montana e le loro famiglie, “indipendentemente dal loro luogo di residenza, non dovranno pagare nulla per le cure mediche prestate negli ospedali svizzeri immediatamente dopo la catastrofe. Queste spese saranno coperte dall’aiuto alle vittime, nella misura in cui non sono coperte dalle assicurazioni. Al fine di evitare qualsiasi malinteso, la Svizzera non invierà più copie delle fatture alle famiglie delle vittime”. A renderlo noto è stato il presidente della Confederazione elvetica Guy Parmelin, dopo l’incontro con la Premier itaòliana Giorgia Meloni, a Yerevan, in Armenia.
La precisazione sulle fatture
Secondo quanto affermato da Parmelin “tali spese saranno coperte dall’aiuto alle vittime, nella misura in cui non siano coperte dalle assicurazioni. Per evitare qualsiasi malinteso, la Svizzera non invierà più copie delle fatture alle famiglie delle vittime”.
La conferma sulla decisione della Svizzera è stata data anche da Palazzo Chigi che ha fatto sapere come nel corso del confronto, la Presidente del Consiglio abbia ha raccolto “l’impegno politico“ del presidente Parmelin affinché alle famiglie dei ragazzi italiani, colpiti dalla tragedia di Crans Montana “non venga richiesto alcun onere relativo alle cure ospedaliere prestate in Svizzera”.
La vicenda ha avuto grande rilievo dopo che nel mese di aprile le famiglie dei ragazzi italiani feriti in Svizzera avevano ricevuto una richiesta via e-mail per le cure, prestate negli ospedali svizzeri copn conti che variavano da 17mila a 66mila euro.