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Everett Ruess, la scomparsa dell’artista nel deserto dello Utah
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Everett Ruess: il giovane artista scomparso tra i canyon dello Utah

scena del crimine in un terreno fangoso con segnalini di prove

La storia di Everett Ruess, artista e viaggiatore americano scomparso nel 1934 tra i canyon dello Utah: gli asini ritrovati, la scritta “Nemo 1934” e il mistero mai risolto.

Everett Ruess aveva vent’anni quando scomparve nel nulla tra i canyon dello Utah. Era un giovane artista, scrittore e viaggiatore solitario, affascinato dagli spazi selvaggi del Sud-Ovest americano. Nei primi anni Trenta attraversò deserti, montagne e coste con pochi mezzi, portando con sé materiali per disegnare, scrivere e incidere immagini dei paesaggi che incontrava.

Nel 1934 arrivò a Escalante, in Utah, deciso a proseguire verso una zona remota del Colorado Plateau. Con lui c’erano due asini da soma. Era abituato a sparire per settimane, a scrivere alla famiglia solo quando raggiungeva un centro abitato, a vivere in una libertà estrema che per lui era quasi una scelta spirituale. Ma quella volta non tornò più.

team, squadra di ricerca persona scomparsa
team, squadra di ricerca persona scomparsa – newsmondo.it

Everett Ruess: l’ultima traccia nel deserto dello Utah

Il 20 novembre 1934 Ruess partì da solo verso il deserto. Da quel momento la sua presenza diventò sempre più incerta, fino a scomparire del tutto. Per alcuni mesi i genitori non si allarmarono subito, perché Everett li aveva avvisati che sarebbe rimasto lontano dalla civiltà per molto tempo. Quando però la posta destinata a lui cominciò ad accumularsi, la famiglia chiese aiuto all’ufficio postale di Escalante, Utah.

Le ricerche portarono all’accampamento di Davis Gulch, un canyon collegato al fiume Escalante. Lì furono trovati i due asini, vivi ma quasi stremati, e un piccolo recinto costruito probabilmente dallo stesso Ruess. Poco distante comparve anche una scritta destinata a diventare leggendaria: “Nemo 1934”. Nessun corpo, nessuno zaino, nessuna prova definitiva del suo destino.

La scritta “Nemo” e le ipotesi mai chiuse

Da allora il caso Everett Ruess è diventato uno dei grandi misteri del Sud-Ovest americano. C’è chi pensa che sia caduto da una parete mentre esplorava rovine o passaggi difficili, chi ipotizza un annegamento improvviso durante una piena, chi ha parlato di omicidio e chi, più romanticamente, ha immaginato una sparizione volontaria.

Nel 2009 sembrò arrivare una svolta: alcuni resti trovati a Comb Ridge furono inizialmente attribuiti a Ruess attraverso analisi genetiche e ricostruzioni forensi. Poco dopo, però, nuovi test smentirono quella conclusione: le ossa non erano sue e furono indicate come probabilmente appartenenti a una persona nativa americana.

Il caso rimane ufficialmente irrisolto. Di Everett Ruess restano le lettere, le incisioni, i diari e quella firma enigmatica lasciata nel canyon: “Nemo”, nessuno. Un nome che sembra riassumere il destino di un ragazzo innamorato della solitudine e inghiottito per sempre dal paesaggio che aveva scelto come casa.

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ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2026 10:01

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