Il giornalista e conduttore tv Gianluigi Nuzzi allo scoperto in merito ad un biglietto di Andrea Sempio sul delitto di Garlasco.
Nelle scorse ore hanno fatto molto parlare alcune situazioni legate ad Andrea Sempio, indagato con l’accusa di aver ucciso Chiara Poggi nel delitto di Garlasco. In particolare quelli che sarebbero stati i suoi sogni, ricchi di dettagli violenti e controversi. Ora, sempre su Sempio, è stata fatta chiarezza a proposito di un foglietto, buttato nel cestino, dove sembrava esserci, di fatto “una confessione“. Sul biglietto è intervenuto il giornalista e presentatore Gianluigi Nuzzi, dando una spiegazione che lo riguarda in prima persona.

Delitto di Garlasco: il biglietto buttato da Sempio
Tra le tante notizie di questi giorni legate al delitto di Garlasco e alle indagini, ormai chiuse, su Andrea Sempio, nuovo indagato per la morte di Chiara Poggi, ce ne è stata una molto particolare. Nello specifico, quella su un biglietto recuperato dai Carabinieri in un sacco della spazzatura gettato dall’indagato e che, secondo chi indaga, avrebbe contenuto appunti che si ricollegano a quanto avvenuto il giorno dell’omicidio della povera ragazza il 13 agosto 2007.
Nel foglietto vi erano parole molto precise: cucina, sala, tv ma anche una emblematica, assassino. Molti media ne hanno parlato sottolineando come si sarebbe potuto trattare di una “confessione” di Sempio. Peccato che, a quanto pare, le cose non starebbero affatto così.
Gianluigi Nuzzi allo scoperto sul biglietto di Sempio
A fare chiarezza su quel biglietto buttato è stato il giornalista e conduttore televisivo Gianluigi Nuzzi che, in parole povere, ha spiegato che quegli appunti erano destinati in qualche modo a lui. “I giornali hanno fatto il loro mestiere: hanno trovato una notizia e l’hanno pubblicata. Poi c’è chi da un foglio con appunti scritti a mano per la scaletta di uno spettacolo teatrale che portavo in scena, ha ricavato l’idea che fosse la prova in grado di inchiodare Sempio sul luogo del delitto di Chiara Poggi. Questo è terrapiattismo giudiziario”, ha fatto sapere Nuzzi su La Stampa.
Lo stesso Nuzzi, prima di fornire dettagliate spiegazioni, via social aveva chiarito di aver “[…] chiamato la collega Martina Maltagliati” di aver “scoperto che quell’appunto è esattamente la scaletta che lui si era messo a scrivere per fare una clip audio da dare a me per il mio programma teatrale ‘La fabbrica degli innocenti’. E questa scaletta rispondeva a una domanda: non ‘come hai ucciso Chiara’, no. La domanda era: ‘Quando hai saputo delle accuse della prima inchiesta, cos’è successo? Puoi descrivere minuziosamente quei momenti?'”.