In piena diretta televisiva, il ministro Salvini è stato accusato di essere una “cassa di risonanza della propaganda russa in Italia”.
Dopo la presunta lite con Giuli, Salvini è finito al centro del dibattito per l’ennesima volta. Il ministro è stato infatti l’oggetto di una discussione nata in occasione dell’ultima puntata di “Dimartedì” in onda su La7.
Tutto ha avuto inizio quando, una delle figure presenti in aula in qualità di ospite, ha rivolto una dura critica proprio nei confronti del leader della Lega. Ecco di cosa si è parlato in occasione della puntata della trasmissione.

L’intervento di Casini
L’autore di questo intervento è stato il senatore Pierferdinando Casini. Il conduttore della trasmissione, ha infatti mostrato un estratto raffigurante il leader della Lega all’interno di un servizio di una nota emittente televisiva russa.
In occasione della quale il ministro ha dichiarato: “L’arte è arte, non ha colori, nè confini nè censura“. A proposito di questo estratto, Casini ha a sua volta replicato: “Questa cosa qua un po’ mi dispiace onestamente, perchè io credo che dovremmo rispettare il sacrificio degli ucraini. E si rispetta anche con la solidarietà verso persone che stanno soffrendo, e che sono invase“.
Aggiungendo poi: “L’arte è arte, è vero, ma non possiamo non pensare la strumentalizzazione politica dell’arte che fa il governo Putin tramite il padiglione che ha a Venezia. Non è che questi vengono dalla luna“.
La critica a Salvini
Durante il suo intervento, Casini ha poi criticato Salvini in merito al suo intervento sulla tv russa: “Io vedo il vicepremier del governo italiano, che per altro è un governo impegnato a sostenere l’Ucraina, rendersi cassa di risonanza della propaganda russa in Italia. Questo mi dispiace“.
L’intervento in questione, è nato a proposito della diatriba tra Giuli e il leader della Lega, dove i due ministri hanno palesato delle forti divergenze in merito alla presenza della Russia alla Biennale di Venezia.