La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in Senato per le interrogazioni parlamentari delle opposizioni. Tra domande, risposte e tensioni.
Finita nel mirino di Matteo Renzi nelle ultime ore, Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio, è stata protagonista in Senato per le interrogazioni parlamentari delle opposizioni. Non sono mancati momenti di tensione sia per quanto riguarda il tema del Superbonus sia in merito agli attacchi ricevuti anche dal leader di Italia Viva.

Giorgia Meloni in Senato per le interrogazioni parlamentari
Intervenuta a Palazzo Madama, Giorgia Meloni, per un’ora e mezza, ha risposto alle interrogazioni dei gruppi parlamentari. “Salari, incentivi ad aziende e natalità sempre le nostre priorità”, ha chiarito la Premier mentre citando il quadro geopolitico, la Presidente del Consiglio ha avvertito: “Le tensioni incideranno sulla crescita”. Importante anche il passaggio sull’energia: “Entro l’estate ok alla delega per la ripresa del nucleare in Italia”.
Lo scontro con Renzi in Senato e le altre risposte
Nel corso delle interrogazioni parlamentari, la Meloni si è trovata a rispondere al senatore di Italia Viva, Matteo Renzi, che ha attaccato la Premier e il suo governo citando il recente caso del ministro della Cultura, Giuli, che ha revocato parte del suo staff. Lo stesso Renzi ha poi toccato altri temi a cui la Meloni ha risposto: “Mi interessa la questione economica. Quello che intendiamo fare questo ultimo anno, è di continuare una strategia che abbiamo messo in campo fino ad ora”. Il Governo punta quindi su riforma fiscale, assunzioni e lavoro, natalità e famiglia.
Rispondendo al Pd sul salario minimo: “Sul salario minimo: è più efficace rafforzare la contrattazione, perché nel contratto ci sono tante voci che incidono sulla vita del lavoratore”. Momento di tensione anche in merito al Superbonus. “Incontro sempre una certa contraddizione nelle accuse a questo governo, siamo accusati da una parte di fare austerità e redarguiti dall’altra per l’aumento del rapporto debito/Pil”, ma “il debito cresce solo grazie al Superbonus, 174 miliardi di euro” che “finiremo di pagare nel 2027 quando sarà finito il nostro mandato”, ha detto la presidente del Consiglio”. “Avremmo anche potuto uscire dalla procedura di infrazione se non avessimo dovuto fare i conti con centinaia di miliardi di euro bruciati per misure elettorali senza controllo”, ha poi aggiunto la Meloni.