Il giallo dei sub italiani morti alle Maldive e il corpo di Gianluca Benedetti recuperato prima degli altri quattro. Cosa gli è successo.
Si indaga sulla morte dei sub italiani alle Maldive. Dopo il recupero dei corpi, grazie all’intervento di un team internazionale specializzato, l’attenzione si è spostata, appunto, sulle cause della tragedia. A destare interesse la situazione legata a Gianluca Benedetti, il primo sub ritrovato, diverse ore prima degli altri quattro. Sul suo decesso ci sono diverse ipotesi.

Maldive: cosa è successo al sub Gianluca Benedetti
Mentre le indagini su quanto accaduto ai sub italiani alle Maldive vanno avanti, a provare a spiegare quanto successo è stato Shafraz Naeem, sub maldiviano e pioniere delle immersioni professionali. L’uomo è un esperto nell’esplorazione delle grotte marine negli atolli della zona con trent’anni di attività subacquea.
Come riferito da Il Messaggero e da Leggo, Naeem si è concentrato anche su cosa possa essere successo a Gianluca Benedetti, il primo tra gli italiani deceduti ad essere stato trovato. “È incredibilmente pericoloso effettuare immersioni a queste profondità utilizzando aria compressa”, ha prima di tutto esordito Naeem. Bendetti si trovava nella seconda delle tre grotte, con la sua bombola scarica, a zero cosa che secondo Naeem fa pensare “abbia provato a mettersi in salvo“. “Forse ha tentato la via di fuga prima di rimanere senza fiato. Il resto del gruppo è morto nella terza camera, Benedetti invece nel corridoio mentre cercava di uscire”.
Le cause della tragedia per i sub
Secondo l’esperto sub è difficile dare una spiegazione a quanto successo e individuare un’unica causa. Per Naeem, infatti, è possibile che si siano verificati una serie di imprevisti a catena. “Sarebbe irresponsabile affermare con precisione cosa sia successo senza un’indagine approfondita, tuttavia in base alla mia esperienza un’immersione in grotta a quasi 58 metri con aria normale presenta già molteplici fattori di rischio. A quella profondità, la narcosi da azoto può compromettere gravemente la consapevolezza. Il consumo di gas aumenta rapidamente e in un ambiente come una grotta risalire in superficie è molto complesso”, ha detto.
Secondo lui qualsiasi sia stato il fattore scatenante tra “narcosi, stress, disorientamento, perdita di visibilità, problemi di navigazione, riserve di gas insufficienti, problemi all’attrezzatura, separazione dal gruppo o panico”, si tratta di fattori che potrebbero essersi presentarsi uno di fila all’altro andando a peggiorare di continua la situazione fino al tragico epilogo.