La morte per cloroformio di Edwin Bartlett nel 1886, il processo alla moglie Adelaide e l’enigma medico che portò all’assoluzione.
Nelle prime ore del 1° gennaio 1886, Thomas Edwin Bartlett venne trovato morto nell’abitazione di 85 Claverton Street, nel quartiere londinese di Pimlico. A dare l’allarme fu la moglie Adelaide, che fece chiamare il medico Alfred Leach.
L’autopsia rivelò nello stomaco dell’uomo una quantità letale di cloroformio liquido. Il dato più difficile da spiegare riguardava l’assenza di danni significativi alla bocca e alla gola: gli specialisti non riuscirono a stabilire come una dose tanto elevata fosse stata ingerita senza lasciare le lesioni attese.
Il caso divenne rapidamente noto come “Mistero di Pimlico”. Restava da comprendere se Edwin avesse assunto il cloroformio volontariamente, per errore oppure per mano di un’altra persona.

Il caso di Pimlico: il cloroformio acquistato dal reverendo George Dyson
Le indagini si concentrarono su Adelaide Bartlett e sul reverendo metodista George Dyson, assiduo frequentatore della coppia. Durante il processo emerse l’esistenza di uno stretto rapporto tra Adelaide e il religioso, conosciuto anche da Edwin.
Pochi giorni prima della morte, Dyson aveva acquistato del cloroformio in più farmacie, sostenendo di averlo fatto su richiesta di Adelaide. La donna affermò che la sostanza doveva essere utilizzata per assistere il marito, che in quel periodo soffriva di diversi disturbi.
Tra gli elementi discussi figurava anche il testamento di Edwin. Dyson era stato nominato esecutore testamentario, mentre Adelaide avrebbe ricevuto il patrimonio del marito. Una precedente clausola che limitava la possibilità della donna di risposarsi era stata eliminata alcuni mesi prima della morte.
Queste circostanze alimentarono i sospetti, ma non dimostravano chi avesse somministrato il cloroformio né in quale modo.
Il processo e un’assoluzione piena di interrogativi
Adelaide Bartlett e George Dyson furono inizialmente accusati della morte di Edwin. All’apertura del processo, celebrato all’Old Bailey nell’aprile 1886, l’accusa contro Dyson venne ritirata e il reverendo testimoniò per la pubblica accusa.
Il procedimento contro Adelaide durò sei giorni. I periti confermarono l’avvelenamento, ma non riuscirono a spiegare come la sostanza fosse arrivata nello stomaco. Mancavano inoltre testimoni diretti della somministrazione.
La giuria dichiarò Adelaide Bartlett non colpevole. L’assoluzione fu definitiva e la donna non poteva essere nuovamente processata per lo stesso fatto. Nessun’altra persona venne condannata per la morte di Edwin.
Il verdetto stabilì l’innocenza giudiziaria di Adelaide, ma non chiarì la dinamica. Omicidio, suicidio e assunzione accidentale rimasero ipotesi prive di una dimostrazione conclusiva, trasformando il caso in uno dei più celebri enigmi criminali dell’Inghilterra vittoriana.