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Fritz Honka, chi era il serial killer tedesco del Golden Glove
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Fritz Honka, il “mostro di St. Pauli”: le donne uccise nell’appartamento di Amburgo

Macchina della polizia con sirene

La storia di Fritz Honka, il serial killer di Amburgo che tra il 1970 e il 1975 uccise quattro donne: le vittime, il pub Golden Glove, la scoperta dei corpi e la condanna.

Fritz Honka è uno dei nomi più cupi della cronaca nera tedesca del Novecento. Nato a Lipsia nel 1935, visse per anni ad Amburgo, nel quartiere di Ottensen, conducendo una vita apparentemente marginale e segnata dall’alcolismo.

Dietro quell’esistenza solitaria, però, si nascondeva un assassino che tra il 1970 e il 1975 uccise quattro donne legate agli ambienti più poveri e invisibili della città.

Il suo nome è rimasto associato al Golden Glove, il locale di St. Pauli dove Honka passava molte serate e dove incontrava donne sole, spesso senza legami stabili, segnate da povertà, alcol e prostituzione occasionale.

Proprio questa marginalità contribuì a rendere più lunga l’ombra del caso: quando alcune di loro sparirono, nessuno presentò subito una denuncia capace di far scattare un’indagine decisiva.

Polizia scena del crimine
Polizia scena del crimine – newsmondo.it

Fritz Honka: le vittime e l’appartamento

La prima vittima accertata fu Gertraud Bräuer, uccisa alla fine del 1970. I suoi resti furono trovati tempo dopo, ma allora gli investigatori non riuscirono a collegare il delitto a Honka. Dopo alcuni anni, il killer tornò a colpire: tra il 1974 e l’inizio del 1975 furono uccise Anna Beuschel, Frieda Roblick e Ruth Schult.

Honka portava le donne nel suo piccolo appartamento in Zeißstraße 74, ad Amburgo-Ottensen. Dopo gli omicidi, smembrava i corpi e ne nascondeva parti nell’abitazione e nel sottotetto.

I vicini avvertirono a lungo cattivi odori, ma le spiegazioni furono sottovalutate. Honka cercava di coprire il tanfo con deodoranti e profumatori, mentre continuava a vivere in mezzo alle tracce dei suoi crimini.

L’incendio, l’arresto e la condanna

La scoperta arrivò per caso nel luglio 1975, quando un incendio nello stabile costrinse i vigili del fuoco a entrare nell’edificio. Durante le operazioni vennero trovati resti umani. Da lì la polizia arrivò rapidamente a Honka, che venne arrestato e collegato anche al primo omicidio.

Il processo si aprì nel 1976 ad Amburgo. Honka venne condannato per un omicidio e tre casi di omicidio colposo volontario secondo la qualificazione tedesca dell’epoca, con riconoscimento della capacità di intendere e di volere diminuita per il grave abuso di alcol e disturbi psichici. La pena fu di 15 anni, con internamento in ospedale psichiatrico.

Nel 1993 fu rilasciato e trascorse gli ultimi anni con un altro nome, Peter Jensen. Morì nel 1998. Per molto tempo, però, il racconto pubblico rimase concentrato soprattutto sul killer.

Solo più di recente Amburgo ha iniziato a ricordare anche le sue vittime con un memoriale: Gertraud Bräuer, Anna Beuschel, Frieda Roblick e Ruth Schult, quattro donne rese invisibili in vita e troppo a lungo dimenticate anche dopo la morte.

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ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2026 20:56

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