Una nuova ordinanza della Cassazione, ha introdotto delle novità riguardanti il rimborso del bagaglio smarrito.
Dopo i rincari dei bagagli aerei per via della scarsità di carburante, i passeggeri dovranno assistere ad un’altra novità. Infatti, come riporta Sky Tg 24, una recente ordinanza della Cassazione ha introdotto delle nuove regole riguardanti il rimborso del bagaglio smarrito.
La questione appena citata, è nata in seguito ad una difficoltà sempre maggiore da parte dei passeggeri, di venire rimborsati in caso di smarrimento o consegna avvenuta in ritardo. In precedenza infatti, era in vigore il vincolo di un secondo reclamo formale entro 21 giorni.

Rimborso bagaglio smarrito: la nuova ordinanza
La nuova ordinanza della Cassazione, stabilisce come il Property irregularity report (Pir) compilato in aeroporto, costituisce a suo modo un reclamo già di per sè valido. Tutto nasce da un precedente avvenuto nel 2018.
In quell’occasione, un passeggero della tratta Catania – Düsseldorf – Copenaghen fece richiesta di rimborso a causa di un disservizio. Tuttavia, a causa della mancanza del già citato secondo reclamo formale entro 21 giorni, il Giudice di Pace incaricato respinse la domanda.
Grazie ad un ricorso in appello, il Tribunale aveva tuttavia riconosciuto come valida la segnalazione fatta dal passeggero. E la nuova ordinanza 8684 del 7 aprile 2026 emanata dalla Cassazione, non fa che confermare questa lettura.
La spiegazione dell’avvocata
L’avvocata e consulente legale di Aduc Chiara Focardi, ha approfondito la questione circa la validità del modulo Pir: “Quando si perde un bagaglio si deve riempire un modulo che è già una segnalazione dell’accaduto“.
Viene inoltre spiegato come la compilazione del modulo menzionato, renda superfluo l’invio di un secondo reclamo formale. Infatti, secondo i giudici, lo scopo del Pir è proprio quello di informare la compagnia aerea del problema, così da consentirle di eseguire tutte le verifiche previste dalla prassi.