Altra grana da risolvere per Giorgia Meloni dopo la pubblicazione di una chat decisamente compromettente interna ad esponenti di FdI.
Si era trovata, alcuni giorni fa, a dover smentire tutto con una lettera. Chissà , invece, cosa avrà da dire Giorgia Meloni in merito ad una nuova vicenda decisamente controversa che ha riguardato da molto vicino alcuni esponenti del suo partito Fratelli d’Italia. In queste ore, infatti, una chat di un gruppo interno di FdI è stata resa nota da un articolo del quotidiano Domani, provocando non poche polemiche.

La chat interna che non piace a Giorgia Meloni: cosa è stato scritto
Il Domani ha fatto emergere nelle scorse ore alcuni messaggi antisemiti presenti in una chat di “un gruppo interno di Fratelli d’Italia”. A scriverli sarebbero stati dei dirigenti di primo piano di Trento. Tra questi l’ex candidato alla leadership provinciale. All’interno di tale gruppo, stando al quotidiano, ci sarebbero ex consiglieri comunali e componenti del coordinamento provinciale.
Stando alla ricostruzione di Domani “alcuni esponenti del partito di Giorgia Meloni si sono lasciati andare a commenti pesanti in una chat interna, denominata Congresso FdI, nata in riferimento all’assise interna in Trentino che si è svolta a novembre 2025″.
Senza entrare nei dettagli, tra i messaggi che sarebbero stati scritti si possono leggere frasi come: “Peggio degli ebrei non so cosa possa esserci” e ancora: “leccaculo dei giudei”. Tra le persone che sarebbero coinvolte in questo scambio di messaggi, anche l’ex consigliere comunale, Cristian Zanetti, e Antonio Manara, componente coordinamento provinciale di FdI a Trento. Una situazione decisamente anomala e che avrà già fatto drizzare le orecchie a Giorgia Meloni, non felice di questo episodio.
La posizione dei diretti interessati: la spiegazione
Al netto delle parole sicuramente vergognose all’interno della chat, va detto, proprio Zanetti e Manara hanno voluto fare delle precisazioni in merito contattando direttamente Domani. Manara ha fatto sapere: “Il messaggio cui si fa riferimento è stato estrapolato da una conversazione in un gruppo WhatsApp strettamente privato, composto da un numero limitato di persone e privo di qualsiasi finalità di diffusione pubblica o di propaganda”.
Zanetti ha invece dichiarato, inizialmente, di non ricordare nulla salvo poi precisare in merito a quanto scritto da Domani: “Mi pare evidente l’intento meramente diffamatorio che intende perseguire con il Suo articolo nei miei confronti, essendo il sottoscritto notoriamente legato da rapporti di vicinanza e solidarietà con l’intera comunità ebraica […]”.