In merito all’auto aziendale, il proprio modello potrebbe rientrare a breve nell’aumento delle tasse del 50%.
Oltre al caro carburante che sta affliggendo tutti gli automobilisti, anche il modello dell’auto aziendale rischia di essere messo a dura prova. Riprendendo un’anticipazione fornita da “Il Sole 24 Ore” Sky Tg 24 ha evidenziato la doppia linea d’azione adottata dal CdM del 4 giugno scorso.
Oltre alla risoluzione di alcune complicazioni nate in merito ai fringe benefit, è previsto anche un aumento delle tasse per i veicoli citati sopra. In particolare, per alcune categorie attualmente piuttosto in voga.

Auto aziendale: tasse in aumento del 50%
Il prelievo fiscale aumenterà del 50% sui veicoli diesel e benzina. Un altro requisito oggetto di questo provvedimento, riguarderà la loro permanenza superiore ai cinque anni all’interno del parco aziendale di riferimento.
L’obiettivo di questa misura, è quello di ridurre l’incentivo all’utilizzo di veicoli potenzialmente impattanti (in negativo) dal punto di vista ambientale. Così facendo, le imprese dovranno perciò rinnovare il loro parco auto nella maniera più sostenibile possibile.
La misura in questione ha permesso inoltre, di mettere un punto finale alle società che sono solite assegnare dei veicoli già utilizzati in precedenza da altri dipendenti. Un’altra modifica sulla tassazione, in questo caso del 26%, riguarderà le eventuali plusvalenze derivate dagli importi acquistati di recente.
Le novità per le cooperative compliance
Novità in arrivo anche per le cooperative compliance. In caso di possibili disallineamenti, le aziende che hanno aderito al cosiddetto “regime di tutoraggio” potranno regolarizzare la loro posizione in caso di insoluti.
In merito alla global minimum tax, verranno invece introdotte la disciplina del regime coesistente qualificato, di quello qualificato della capogruppo e degli incentivi fiscali qualificati. Per questi ultimi, si tratterà di incentivi basati su costi sostenuti o sul livello di produzione in un singolo Paese.