La storia di Christa Pike, condannata a morte in Tennessee per l’omicidio di Colleen Slemmer nel 1995: il delitto al Job Corps di Knoxville, il processo, il braccio della morte e l’esecuzione fissata per il 2026.
Il nome di Christa Gail Pike è legato a uno dei casi più discussi della giustizia penale americana. Nel 1996, in Tennessee, venne condannata a morte per l’omicidio di Colleen Slemmer, una ragazza di 19 anni conosciuta al Job Corps Center di Knoxville. Pike aveva 18 anni al momento del delitto e divenne una delle donne più giovani a ricevere una condanna capitale nell’era moderna degli Stati Uniti.
Il caso colpì l’opinione pubblica per la brutalità dell’aggressione, ma anche per il profilo dell’imputata: una giovane donna appena uscita dall’adolescenza, con una storia personale complicata, finita nel sistema della pena di morte per un crimine commesso insieme ad altri due giovani.

Christa Gail Pike: l’omicidio di Colleen Slemmer a Knoxville
Il 12 gennaio 1995, Christa Pike, il fidanzato Tadaryl Shipp e Shadolla Peterson si allontanarono dal centro insieme a Colleen Slemmer. Secondo le ricostruzioni giudiziarie, il gruppo raggiunse un’area isolata del campus agricolo dell’Università del Tennessee. Alla base dell’aggressione ci sarebbe stata una tensione personale: Pike riteneva che Colleen stesse cercando di avvicinarsi al suo ragazzo.
La violenza fu lunga e terribile. Colleen venne picchiata, ferita con armi da taglio e colpita con pezzi di asfalto. Sul corpo furono trovati segni che alimentarono anche una lettura “ritualistica” del caso, poi amplificata dai media. Un dettaglio rese la vicenda ancora più scioccante: secondo gli atti, Pike portò via un frammento del cranio della vittima come macabro trofeo.
La condanna, il braccio della morte e l’esecuzione fissata
Nel 1996, Christa Pike fu condannata per omicidio di primo grado e cospirazione. Ricevette la pena di morte. Tadaryl Shipp, minorenne all’epoca del crimine, fu condannato all’ergastolo con possibilità di libertà condizionale; Shadolla Peterson collaborò con l’accusa e ottenne una pena molto più lieve.
Negli anni, gli avvocati di Pike hanno chiesto più volte la revisione o la commutazione della condanna, sostenendo che all’epoca del delitto fosse molto giovane e segnata da gravi problemi psicologici e da un passato di abusi. Le corti, però, hanno finora mantenuto la sentenza capitale.
Al 2026, Christa Pike risulta l’unica donna nel braccio della morte del Tennessee. La sua esecuzione è stata fissata per il 30 settembre 2026. Se venisse eseguita, sarebbe la prima donna messa a morte in Tennessee da oltre due secoli. La sua storia resta sospesa tra due piani difficili da separare: da un lato il dolore per l’omicidio brutale di Colleen Slemmer, dall’altro il dibattito su età, salute mentale, pena capitale e proporzionalità della condanna.