Ancora notizie e dettagli sul delitto di Garlasco e l’omicidio Chiara Poggi. L’ultima analisi che riguarda la dinamica e il volto della ragazza.
Mentre nelle scorse ore a ‘Quarto Grado’ su Rete 4 si è tornati a parlare del delitto di Garlasco e di come Alberto Stasi abbia, per la prima volta, avrebbe modificato alcune sue dichiarazioni, ecco che sempre nel corso della trasmissione sono stati fatti emergere alcuni dettagli legati alla dinamica omicidiaria che ha portato alla morte della povera Chiara Poggi. L’analisi è arrivata dalla criminologa Roberta Bruzzone.

Delitto di Garlasco: Bruzzone su Andrea Sempio
Nel corso della trasmissione ‘Quarto Grado’ su Rete 4, tra i vari interventi sul delitto di Garlasco c’è stato anche quello, su più elementi, di Roberta Bruzzone. La criminologa si è espressa su quello che sarebbe il punto centrale legato ai personaggi coinvolti, ed in particolare su Andrea Sempio. Per la Bruzzona il focus non sarebbe tanto la ricostruzione teorica del possibile movente, quanto la solidità degli elementi che dovrebbero sostenerla. “Il problema grosso non è tanto l’ipotesi in sé, che ripeto, astrattamente potrebbe anche essere plausibile. È quello che la supporta a essere estremamente labile“, ha fatto sapere.
“Andrea Sempio è sicuramente un soggetto che nella vita di frustrazione ne ha macinata parecchia”, ha aggiunto in merito alla personalità dell’uomo, spesso finita sotto i riflettori. “Lo vediamo dai suoi scritti. Ha un’idea di sé fortemente inadeguata ed è un soggetto gravato da numerose problematiche di natura personologica. Un quadro che probabilmente si concilia, anche se non voglio fare diagnosi da salotto, con una persona che ha un senso profondo di inadeguatezza, una grande paura di venire rifiutato e un’ipersensibilità alla critica”.
Il dettaglio sulla dinamica dell’omicidio Chiara Poggi
La Bruzzone ha poi analizzato la dinamica dell’omicidio che risulta essere “ad altissimo coefficiente emotivo“. Per questo, secondo la criminologa “chi ha ucciso Chiara, l’ha uccisa con una rabbia feroce dimostrando un accanimento in un’area molto simbolica. E cioè quella del capo e del volto“. Una tale dinamica farebbe pensare indubbiamente ad un intenso coinvolgimento, una relazione significativa o comunque una vicinanza tra chi uccide e chi viene ucciso.
Bruzzone parla di "La dinamica omicidiaria ad altissimo coefficiente emotivo, normalmente riconducibile ad una relazione tra autore e vittima"
— Quarto Grado (@QuartoGrado) June 26, 2026
Roberta Bruzzone sul movente dell'omicidio di Chiara Poggi #Quartogrado pic.twitter.com/lwBH2wJgqc