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H.H. Holmes, la vera storia del serial killer di Chicago
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H.H. Holmes: la vera storia del serial killer di Chicago

Scena del crimine

La storia di H.H. Holmes, nato Herman Webster Mudgett, condannato per l’omicidio di Benjamin Pitezel e trasformato dalla stampa nel protagonista del leggendario Murder Castle.

H.H. Holmes, nato Herman Webster Mudgett, è spesso indicato come uno dei primi serial killer documentati degli Stati Uniti. Il suo nome è legato alla Chicago della fine dell’Ottocento, alla World’s Columbian Exposition del 1893 e soprattutto al cosiddetto Murder Castle, l’edificio di Englewood che la stampa dell’epoca trasformò in una casa degli orrori.

Il punto essenziale, però, è separare il criminale reale dalla leggenda. Holmes fu certamente un assassino, un truffatore, un bigamo e un manipolatore capace di usare assicurazioni, identità false e rapporti personali per arricchirsi. Ma molte delle storie più famose sul suo “castello” — camere di tortura, trappole perfette, centinaia di vittime della fiera — sono state amplificate o deformate dalla stampa sensazionalistica e dai racconti successivi.

La verità giudiziaria più solida è questa: Holmes fu processato e condannato per l’omicidio di Benjamin Pitezel, suo complice in diverse truffe assicurative. Dopo la condanna confessò numerosi omicidi, ma non tutte le sue dichiarazioni sono affidabili. Alcune vittime da lui indicate risultarono persino vive o morte per altre cause.

Polizia scena del crimine
Polizia scena del crimine – newsmondo.it

Holmes: il castello di Chicago e la leggenda costruita dai giornali

Holmes arrivò a Chicago dopo gli studi di medicina e iniziò a muoversi tra truffe assicurative, affari opachi e false identità. Nel quartiere di Englewood acquistò una farmacia e fece costruire un edificio a tre piani che sarebbe poi diventato famoso come Murder Castle. Nei racconti popolari, quel luogo era un labirinto costruito per attirare e uccidere visitatori della fiera del 1893.

Ma qui bisogna fare attenzione. Le ricostruzioni più recenti ridimensionano molto quel mito. Il palazzo esisteva davvero, e Holmes lo usò per truffe, raggiri e probabilmente per coprire parte dei suoi crimini. Però l’idea di un hotel pienamente funzionante, progettato solo per sterminare turisti con stanze segrete e macchinari di tortura, è molto più fragile di quanto venga spesso raccontato.

Secondo la ricostruzione citata dallo Smithsonian, il primo e il secondo piano ospitavano negozi e affitti di lungo periodo, mentre il terzo piano, presentato come spazio alberghiero in vista dell’Esposizione, non sarebbe mai stato davvero completato o aperto al pubblico.

Questo non rende Holmes meno colpevole, ma cambia il modo di raccontare il caso: non un architetto del male con una macchina perfetta per uccidere sconosciuti, bensì un criminale che usò il proprio edificio dentro una più ampia rete di frodi, debiti, menzogne e omicidi.

La stampa dell’epoca fece il resto. Le confessioni di Holmes, i suoi racconti contraddittori e la fame di notizie macabre crearono un personaggio quasi demoniaco. Il “castello” diventò il centro della leggenda, anche se molte delle sue caratteristiche più celebri sono difficili da provare.

L’omicidio Pitezel, il processo e l’impiccagione

La caduta di Holmes arrivò non per i presunti omicidi della fiera, ma per il caso di Benjamin Pitezel. Pitezel era un suo complice in truffe e raggiri assicurativi. Quando Holmes venne arrestato a Boston nel 1894 per sospetti legati a frodi, gli investigatori finirono per collegarlo alla morte di Pitezel e alla sparizione dei suoi figli.

Il caso assunse una dimensione ancora più grave quando le indagini portarono alla sorte dei bambini Pitezel. La vicenda mostrò uno schema tipico di Holmes: rapporti di fiducia costruiti con le vittime, uso dell’inganno, spostamenti continui e sfruttamento delle assicurazioni. Il crimine non nasceva solo dall’impulso omicida, ma da una struttura di truffa, controllo e profitto.

Nel processo per l’omicidio di Benjamin Pitezel, Holmes tentò anche una scelta insolita: volle rappresentare se stesso in aula, prima di chiedere nuovamente assistenza agli avvocati. Alla fine fu dichiarato colpevole e condannato a morte. Venne impiccato il 7 maggio 1896 nella prigione di Moyamensing, a Philadelphia.

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ultimo aggiornamento: 4 Luglio 2026 17:51

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