A distanza di mesi dall’esplosione del caso Rocchi, ecco che nel mirino delle intercettazioni è comparsa una partita di aprile.
Dopo aver riportato la lista dei nomi coinvolti nello scandalo sugli arbitri, ecco che il caso Rocchi si è arricchito di ulteriori dettagli. Il Corriere della Sera ha infatti riportato i recenti sviluppi di questa vicenda riguardante il calcio nostrano.
Fresco di dimissioni, l’arbitro classe 1973 è stato sostituito da Daniele Orsato, il quale ricoprirà la carica di designatore arbitrale. Stando alle nuove intercettazioni, nel mirino di quest’ultime è finita una partita disputata durante lo scorso mese di aprile.

Caso Rocchi: ecco la partita finita nel mirino
La partita finita nel mirino delle intercettazioni, sembrerebbe essere stata disputata circa due mesi e mezzo fa. Si tratta di Torino-Inter, gara del 26 aprile 2026 terminata con un pareggio di due reti per parte.
La Procura, ha fatto riferimento ancora una volta alla questione riguardante gli arbitri non graditi, alludendo ad una designazione basata sul consenso della società nerazzurra: “Torino-Inter del 26 aprile 2026, in cui Rocchi designava come direttore di gara Maurizio Mariani soltanto dopo il previo consenso della società nerazzurra, siccome arbitro da questa non gradito“.
Così, le partite sono diventate quattro. Prima del match citato, erano passate al vaglio della Procura le seguenti partite: Inter-Verona del 3 maggio 2025, Bologna-Inter del 20 aprile 2025 e Inter-Milan di Coppa Italia del 23 aprile 2025.
Il cambiamento dell’accusa
Secondo la Procura, Rocchi è stato coinvolto anche in un rapporto strettamente preferenziale con Gravina, il quale non figura nel registro degli indagati: “In concorso con esponenti della società sportiva Inter e previo concerto con costoro, agendo questi ultimi per effetto dei rapporti preferenziali con Gabriele Gravina, presidente della Fgci-Federazione italiana giuoco calcio“.
Il caso Rocchi potrebbe, nonostante questi elementi decisamente sfavorevoli, ribaltare il suo pronostico in maniera particolarmente clamorosa. Infatti, puntando sull’archiviazione, l’ex designatore può contare sulla rimozione dell’accusa di aver “bussato alla sala Var di Lissone”.