Tutto quello che bisogna sapere su Gianluca Rocchi, ex arbitro e designatore arbitrale di Serie A e B che è stato indagato per frode sportiva.
Il mondo del calcio, specie quello italiano, lo conosce bene e ha sentito più volte il suo nome. Stiamo parlando di Gianluca Rocchi, figura centrale dell’arbitraggio nostrano, prima come direttore di gara di alto livello e poi come designatore arbitrale per la Serie A e la Serie B. Negli ultimi giorni il suo nome è tornato al centro dell’attenzione per un’inchiesta giudiziaria che ha scosso il mondo del calcio italiano.

Gianluca Rocchi: chi è, origini e famiglia
Nato a Firenze nel 1973, Gianluca Rocchi è sempre stato noto per la sua riservatezza fuori dal campo. Pur essendo un personaggio pubblico, ha mantenuto negli anni un profilo personale discreto, condividendo poco della sua vita familiare. Secondo le informazioni disponibili sui vari media, sappiamo che l’ex fischietto è sposato ed è padre.
In diverse occasioni Rocchi ha sottolineato quanto il sostegno della famiglia sia stato fondamentale durante la sua carriera arbitrale, caratterizzata da pressioni e responsabilità elevate. Anche nei momenti più delicati, come quello legato alle indagini per frode sportiva, Rocchi ha dichiarato di aver preso decisioni importanti “condivise con la famiglia”, segno del ruolo centrale degli affetti nella sua vita privata.
La carriera: da arbitro a designatore
La carriera da abitro di Gianluca Rocchi è stata senza dubbio tra le più importanti in assoluto. Rocchi, infatti, è stato uno degli arbitri italiani più importanti degli anni 2000 e 2010. Internazionale dal 2008, ha diretto partite di alto profilo sia in Serie A sia nelle competizioni UEFA, distinguendosi per autorevolezza e gestione del gioco.
Dopo il ritiro dall’attività arbitrale, è stato nominato designatore degli arbitri per Serie A e B, incarico di grande responsabilità che consiste nel selezionare i direttori di gara per ogni partita. In questo ruolo è diventato una figura chiave nel sistema arbitrale italiano, anche nel delicato rapporto con il VAR e nella gestione delle designazioni.
Il caso arbitri e le accuse di frode sportiva
Nel 2026 Rocchi è finito sotto indagine da parte della Procura di Milano con l’ipotesi di “concorso in frode sportiva”, relativa ad alcuni episodi del campionato 2024-2025. Secondo gli inquirenti, avrebbe influenzato designazioni arbitrali e protocolli VAR, in alcuni casi favorendo arbitri ritenuti “graditi” a una squadra e intervenendo su decisioni video.
Tra gli episodi contestati figura anche una presunta interferenza durante la gara Udinese-Parma. Rocchi ha respinto le accuse dichiarandosi certo della propria estraneità e ha scelto di autosospendersi per consentire lo svolgimento dell’indagine senza interferenze. Il caso ha riacceso timori di nuovi scandali nel calcio italiano, evocando paragoni con vicende del passato.