Le prime parole della Premier italiana Giorgia Meloni dopo il vertice Nato conclusosi ad Ankara. L’impegno italiano e il caso Trump.
Non solo le parole di Donald Trump sulla Nato e anche sull’Italia. Al vertice di Ankara c’è stato modo di delineare la linea di tutta l’Alleanza in vista del futuro. Anche la Premier italiana Giorgia Meloni ha ribadito l’impegno nostrano e al termine dell’incontro in Turchia ha rilasciato le prime parole con la stampa.

Giorgia Meloni parla dopo il vertice Nato di Ankara
Al termine di un vertice che Meloni ha definito “breve ma intenso”, la premier italiana ha rilasciato alcune dichiarazioni alla stampa. La Presidente del Consiglio, come riportato dal Corriere della Sera, ha ribadito che la Nato è e resta “unita e determinata a rafforzarsi”. E ancora: “Credo che in fondo sia questo il messaggio più importante del vertice di Ankara”.
E sull‘impegno dell’Italia: “La Nato è un’alleanza unita, consapevole delle sfide che ha di fronte, determinata a rafforzarsi. L’Italia condivide pienamente questi obiettivi, questo approccio, ha portato al vertice un’idea molto concreta di sicurezza, cioè una sicurezza che non riguarda solo gli equilibri geopolitici ma che tocca la vita quotidiana dei cittadini“.
La premier ha spiegato che l’Italia si è presentata al vertice “con il 2,8% del Pil investito in difesa e sicurezza”, e con la certezza di essere “un alleato credibile: forniamo più uomini di tutti”. Allo stesso tempo ha tenuto a sottolineare che, se si aumentano le risorse senza affrontare il tema del controllo delle filiere fondamentali della difesa, si rischia di “pagare per finanziare la nostra dipendenza”.
Il feeling con Trump: le parole
La Meloni ha continuato nelle sue parole dopo il vertice Nato a parlare di cosa abbia spinto tutte le sue posizioni, ovvero “l’interesse nazionale”. Stesso discorso per quanto concerne i rapporto con gli Usa e in questo caso con Trump: “Non mi pento di nulla di quanto fatto“. E ancora: “Non cambio strategia. L’investimento politico l’ho fatto per convinzione sull’unità dell’Occidente. Non è strategia che ho messo in campo con l’arrivo di Trump, ma che ho con tutti i miei interlocutori. Con Trump ci sono affinità , dall’immigrazione alla cultura woke. Le cose stanno andando come abbiamo visto ma non cambio idea”.