Il mistero legato al delitto di Garlasco e all’omicidio Chiara Poggi continua: spunta il verbale di un collega della ragazza.
Nel giallo del delitto di Garlasco sono arrivate nuove dichiarazioni su Sempio e Stasi davvero controverse. Ma non solo. Un focus merita anche un altro dettaglio legato alla povera Chiara Poggi. A metterlo in evidenza è stata Albina Perri, direttore del settimanale Giallo, che ha fatto riferimento alle parole, messe nere su bianco in un verbale, di un suo collega.

Delitto di Garlasco: la testimonianza di un collega di Chiara Poggi
A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il delitto di Garlasco continua a far emergere dettagli che alimentano il dibattito pubblico. Tra gli elementi recentemente riportati all’attenzione c’è stato quello evidenziato da Albina Perri, direttrice del settimanale Giallo, legato ad un verbale reso da un collega della giovane vittima, all’epoca dei fatti, che ha descritto alcuni episodi avvenuti poche settimane prima dell’assassinio.
Secondo quanto riferito nel verbale, il collega ricordava che, nel mese di giugno 2007,Chiara Poggi avesse chiesto un permesso di circa tre ore dal lavoro per recarsi nella zona di Milano Cadorna, senza spiegare il motivo dell’assenza. Al suo rientro avrebbe raccontato soltanto che una persona, senza specificare se si trattasse di un amico o di uno sconosciuto, le aveva offerto da bere.
I dettagli sul permesso e il verbale
Un particolare che, osservato oggi, suscita inevitabili interrogativi, anche se non esistono elementi che consentano di collegare quell’incontro all’omicidio. Lo stesso verbale prosegue raccontando che Chiara parlava serenamente del fidanzato Alberto Stasi, con il quale diceva di andare d’accordo. L’unico motivo di dispiacere riguardava la sua imminente partenza per Londra, dove sarebbe rimasto fino alla fine dell’estate. Chiara avrebbe programmato di raggiungerlo per un fine settimana.
Il collega aggiunge inoltre un dettaglio ritenuto curioso: dopo il viaggio a Londra, Chiara si sarebbe limitata a dire di essere rimasta contenta dell’esperienza, senza entrare nei particolari, senza parlare del fidanzato e senza mostrare fotografie, comportamento che il testimone considerò insolito.
Si tratta di circostanze contenute in un verbale investigativo e rilanciate da Albina Perri sui social, ma che, allo stato attuale, non risultano aver assunto un ruolo determinante nelle ricostruzioni giudiziarie del delitto. Resta però un tassello che continua ad alimentare l’interesse attorno a uno dei casi di cronaca nera più discussi della storia italiana.
Sul tema la Perri si è limitata a commentare: “Dov’è andata Chiara in quelle tre ore di permesso? E chi le ha offerto da bere? Non scrivetemi che è andata a un colloquio di lavoro, non ti offrono da bere ai colloqui, su. Non sappiamo tutto di lei, che era timida e riservata. Questo è il verbale di un suo collega, datato 2007″.