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Legge elettorale approvata alla Camera con 217 voti positivi
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Legge elettorale passa alla Camera: tensione in Aula con le opposizioni

Senato

L’Aula della Camera ha approvato la riforma della nuova legge elettorale con 217 voti a favore, 152 contro e 2 astenuti. Il voto è stato segreto.

La Camera dei deputati ha dato il via libera, con voto a scrutinio segreto, alla proposta di legge sulla riforma elettorale. Il testo è stato approvato con 217 voti favorevoli, 152 contrari e due astensioni. Dopo il passaggio a Montecitorio, il disegno di legge, denominato “Stabilicum”, proseguirà ora il proprio iter parlamentare al Senato.

Tajani, Meloni e Salvini insieme in Aula
Antonio Tajani, Giorgia Meloni e Matteo Salvini – newsmondo.it

Legge elettorale: via libera alla Camera

L’esito della votazione è stato accolto con soddisfazione dai deputati del centrodestra, che hanno festeggiato alzandosi in piedi e, in alcuni casi, stringendosi la mano. L’approvazione sembra aver chiuso, almeno temporaneamente, la vicenda dei cosiddetti “franchi tiratori”. Solo pochi giorni prima, infatti, un emendamento presentato da Fratelli d’Italia sulle preferenze era stato respinto a causa del voto contrario di 31 parlamentari appartenenti alla stessa area politica. L’episodio aveva provocato tensioni nella maggioranza e alimentato il dibattito politico, tanto che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e alcuni esponenti di Fratelli d’Italia avevano evocato la possibilità di un ritorno anticipato alle urne, ipotizzando un voto già nella primavera del 2027.

Le novità nella riforma

La riforma introduce un sistema di tipo proporzionale con un premio di maggioranza destinato alla coalizione o alla lista che superi il 42% dei voti. In questo caso sarebbero assegnati 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato, entro il limite massimo di 220 deputati e 113 senatori. Se nessuna forza politica raggiungesse tale soglia, i seggi verrebbero distribuiti in modo proporzionale in base ai consensi ottenuti. La scheda elettorale riporterà il nome del candidato alla presidenza del Consiglio, ma non consentirà di esprimere preferenze. Gli elettori voteranno quindi esclusivamente la lista. Proprio il tema delle preferenze ha acceso il confronto in Aula: è stato infatti respinto un emendamento della maggioranza che proponeva di permettere l’indicazione di tre candidati su una lista composta da sei nomi, oltre al capolista bloccato. La questione potrebbe essere nuovamente discussa durante l’esame del provvedimento al Senato

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ultimo aggiornamento: 16 Luglio 2026 12:22

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