Il recente caso del video generato dall’intelligenza artificiale e condiviso da Roberto Vannacci mostra una ricostruzione iperrealistica di un’arena romana in cui i leader dell’opposizione, come Giuseppe Conte ed Elly Schlein, subiscono un’esecuzione virtuale. L’integrazione dei generatori di video AI ha azzerato i costi per creare immagini d’impatto, permettendo alla politica di sfruttare l’economia dell’attenzione attraverso shock visivi che trasformano la dialettica democratica in uno scontro gladiatorio e cruento.
In questa puntata de “Il punto”, Elisa Garfagna analizza come questa deriva comunicativa è considerata estremamente pericolosa poiché abitua il pubblico alla disumanizzazione del rivale politico, sostituendo l’argomentazione logica con la rappresentazione visiva della violenza. Sebbene la tecnologia funga da amplificatore, la responsabilità resta interamente umana; inseguire la viralità a costo di sdoganare immagini d’odio rischia di avvelenare il dibattito civile, rendendo impossibile un confronto istituzionale basato sul rispetto reciproco