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Rapina Lufthansa del 1978: il colpo al JFK raccontato in Goodfellas
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Rapina Lufthansa del 1978: il colpo al JFK raccontato in Goodfellas

ladro che compie un furto

L’11 dicembre 1978 una banda svaligiò il deposito Lufthansa dell’aeroporto JFK, portando via milioni in contanti e gioielli.

Nelle prime ore dell’11 dicembre 1978, sei uomini mascherati entrarono nell’area cargo della Lufthansa all’aeroporto John F. Kennedy di New York e realizzarono una delle più clamorose rapine della storia americana.

Il bottino fu enorme: circa 5 milioni di dollari in contanti, custoditi in decine di contenitori, ai quali si aggiunsero gioielli per un valore stimato vicino al milione. Alcune ricostruzioni successive hanno quantificato il totale in circa 5,875 milioni di dollari.

La banda conosceva perfettamente procedure e struttura del deposito. Undici dipendenti Lufthansa, sorpresi durante una pausa, furono immobilizzati e uno di loro venne costretto a disattivare l’allarme e ad aprire la zona dove erano custoditi i valori. Il denaro e i gioielli furono caricati su un furgone nero e i rapinatori scomparvero senza sparare.

Un ladro
Un ladro – newsmondo.it

Lufthansa: l’uomo all’interno e la pista della criminalità organizzata

Un ruolo decisivo fu attribuito a Louis Werner, dipendente Lufthansa dal 1968. Due anni prima aveva già partecipato al furto di 22.000 dollari in valuta straniera dalla stessa area cargo. Secondo le testimonianze accolte nel processo, Werner aveva poi cercato persone capaci di realizzare un colpo molto più grande, mettendo infine in circolazione le informazioni attraverso contatti legati alle scommesse clandestine.

Il tribunale stabilì che Werner aveva sfruttato la propria conoscenza delle procedure Lufthansa e lo riconobbe come “inside man” della rapina. Fu condannato per i reati collegati al colpo del 1978 e per il precedente furto del 1976.

Le successive indagini indicarono tra gli organizzatori James “Jimmy the Gent” Burke, associato alla famiglia Lucchese. Burke, tuttavia, non venne mai processato per la rapina Lufthansa. Anche Henry Hill, divenuto in seguito collaboratore delle autorità, contribuì a rendere celebre la vicenda con le sue testimonianze.

Un bottino scomparso e un processo 37 anni dopo

Nei mesi successivi diversi uomini appartenenti all’ambiente criminale collegato alla rapina furono uccisi o scomparvero. Le ricostruzioni giornalistiche e le testimonianze di collaboratori attribuirono parte di quelle morti alla volontà di eliminare possibili testimoni, ma non tutte queste responsabilità furono accertate giudiziariamente.

Gran parte del denaro e dei gioielli rubati non venne mai recuperata. La condanna più importante direttamente collegata al colpo rimase quella di Werner.

Nel 2014 i procuratori federali accusarono anche il mafioso Vincent Asaro di aver partecipato alla rapina insieme a Burke e ad altri uomini. Il procedimento arrivò davanti a una giuria nel 2015, ma Asaro venne assolto dalle accuse contestate in quel processo.

La rapina entrò definitivamente nella cultura popolare grazie a Goodfellas di Martin Scorsese, basato sul libro Wiseguy di Nicholas Pileggi e sulle vicende di Henry Hill. Dietro la versione cinematografica rimane però un dato giudiziario molto più netto: decenni di indagini non riuscirono a recuperare il gigantesco bottino né a portare in tribunale tutti gli uomini indicati come partecipanti.

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ultimo aggiornamento: 3 Agosto 2026 12:49

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