Quantcast
Massacro di Keddie: il caso irrisolto della Cabina 28
Vai al contenuto
Iscriviti alla nostra newsletter

Seguici sui nostri canali

NEWSMONDO #CANALI

Massacro di Keddie: il caso irrisolto della Cabina 28

una porta sulla scena di un crimine

Nel 1981 quattro persone furono uccise a Keddie, in California. Tra errori investigativi, sospetti mai incriminati e nuove prove, il caso resta aperto.

Nella notte tra l’11 e il 12 aprile 1981, una piccola comunità della California settentrionale diventò teatro di uno dei casi di cronaca nera più controversi degli Stati Uniti.

All’interno della Cabina 28 del Keddie Resort, nella contea di Plumas, furono uccisi Glenna “Sue” Sharp, 36 anni, suo figlio John Sharp, 15, e l’amico di quest’ultimo, Dana Wingate, 17. La figlia dodicenne di Sue, Tina Sharp, scomparve dalla casa e venne successivamente riconosciuta come la quarta vittima.

scena del crimine
scena del crimine di un omicidio – newsmondo.it

Massacro di Keddie: la scoperta nella Cabina 28

La mattina del 12 aprile, Sheila Sharp, figlia quattordicenne di Sue, tornò a casa dopo aver trascorso la notte nella cabina dei vicini. Aprendo la porta trovò i corpi della madre, del fratello e di Dana nel soggiorno. La centrale dello sceriffo ricevette la segnalazione alle 8:05.

Le tre vittime erano state legate con nastro medico e cavi elettrici. Le autopsie e gli elementi raccolti sulla scena indicarono colpi inferti con oggetti contundenti, ferite da arma da taglio e, nel caso di Dana, strangolamento. In una camera della casa si trovavano tre bambini più piccoli, che furono recuperati vivi e senza ferite fisiche.

Tina non venne trovata nella cabina. I suoi resti furono scoperti nel 1984, nella zona di Feather Falls, a circa tre anni dal massacro. Una telefonata anonima aveva collegato quei resti alla bambina prima che l’identificazione fosse resa pubblica. La registrazione della chiamata rimase però per anni all’interno dei fascicoli senza essere adeguatamente analizzata.

I sospetti e gli errori investigativi

Le attenzioni degli investigatori si concentrarono soprattutto su Martin “Marty” Smartt, residente nella vicina Cabina 26, e sul suo amico Severin John “Bo” Boubede. Entrambi furono interrogati, ma non vennero mai formalmente accusati. Morirono rispettivamente nel 2006 e nel 1988. Qualunque loro coinvolgimento, quindi, non è mai stato dimostrato in tribunale.

Anni dopo, un consulente riferì che Smartt gli avrebbe confidato di avere ucciso Sue e Tina, negando responsabilità per la morte dei due ragazzi. Emerse inoltre una lettera inviata da Smartt alla moglie contenente un riferimento a “quattro vite”. Si tratta però di una testimonianza indiretta e di una frase ambigua: elementi investigativi importanti, ma non equivalenti a una confessione giudiziariamente accertata.

Il caso venne rilanciato nel 2013. Nel 2016 fu recuperato da uno stagno vicino a Keddie un martello compatibile con la descrizione di uno strumento che Smartt aveva dichiarato di aver smarrito. Nel 2018 gli investigatori comunicarono inoltre che del DNA trovato sul nastro medico della scena era compatibile con quello di una persona ancora in vita, senza però rivelarne pubblicamente l’identità.

Nonostante le piste, le dichiarazioni e i reperti riesaminati, nessuno è mai stato incriminato per il massacro di Keddie.

Leggi anche
Sylvia Likens: torturata e uccisa nella casa che avrebbe dovuto proteggerla

Riproduzione riservata © 2026 - NM

ultimo aggiornamento: 5 Agosto 2026 10:18

Sylvia Likens: torturata e uccisa nella casa che avrebbe dovuto proteggerla

nl pixel