Dalla guerra con l’Iran allo Stretto di Hormuz fino alle elezioni americane del 2028 con la voglia di prendervi parte. Parla Trump.
Dopo aver parlato della capacità degli Usa di “decapitare” l’Iran, il presidente americano, Donald Trump, ha rincarato la dose soffermandosi proprio sulle tensioni nel conflitto con Teheran ma anche sulle prossime elezioni del 2028, ammettendo che in molti gli chiedano di candidarsi ma, evidentemente, anche di come questa cosa richiesta si scontri con una problematica precisa.

Guerra in Iran: la situazione tra Usa e Teheran
Lo Stretto di Hormuz resta chiuso e l’Iran collega la sua eventuale riapertura al rispetto di alcune condizioni da parte degli Stati Uniti. A riferirlo è Mohsen Rezaei, capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale iraniano, citato dall’agenzia Tasnim.
Secondo Rezaei, Washington dovrebbe porre fine alla guerra, compresi i conflitti a Gaza e in Libano, sbloccare i beni iraniani congelati e accettare le ulteriori richieste avanzate da Teheran. Rezaei ha inoltre precisato che un possibile accordo tra Iran e Oman sulla gestione dello Stretto non sarebbe sufficiente, da solo, a determinarne la riapertura.
Sul rapporto con l’Iran si è espresso anche il presidente statunitense, Donald Trump. Il tycoon ha ribadito di non avere fiducia nelle autorità di Teheran, accusandole di aver mentito ripetutamente. Parlando con i giornalisti al ritorno da un evento in Ohio, Trump ha sostenuto che gli Stati Uniti hanno attualmente il controllo totale dello Stretto di Hormuz e ha avvertito che l’Iran potrebbe subire pesanti conseguenze se dovesse compiere determinate azioni. Ha inoltre affermato che Teheran non sarà più, a suo dire, il “bullo del Medio Oriente”.
In un’intervista con Wayne Allyn Root, Trump ha definito gli iraniani negoziatori “subdoli e disonesti”, sostenendo che accettino determinate condizioni per poi negarle pubblicamente. Secondo il presidente americano, i negoziati potrebbero comunque proseguire senza ricorrere necessariamente allo scontro.
Trump ha infine descritto l’Iran come un Paese in forte difficoltà, sia dal punto di vista militare sia economico. Ha citato un’inflazione del 300%, una valuta quasi priva di valore e difficoltà nel pagamento dei soldati, alcuni dei quali, secondo le sue dichiarazioni, starebbero abbandonando le forze armate. Il presidente americano ha ripetuto le stesse valutazioni anche in un’intervista telefonica a Real America’s Voice.
Verso le elezioni 2028
Parlando con i giornalisti in Ohio c’è stato modo di rispondere poi ad alcune domande in merito all’ipotetica corsa per un terzo mandato da presidente Usa nel 2028. “Tutti mi fanno questa domanda. Mi piacerebbe correre. Ma la legge è molto ferrea su questo”. Sono state queste le parole del numero uno americano. “Mi viene posta questa domanda da tutti, anche stasera urlavano all’evento: ‘2028’”, ha raccontato come si vede in un video pubblicato da ‘Fox News’. “Tutti vorrebbero che lo facessi“, ha concluso ribadendo però che “la legge è molto severa” riguardo al limite dei due mandati.