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Ebola, l'epidemia più letale di sempre: intervenire anche l'Ue
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“L’epidemia più letale di sempre”: l’allarme mondiale

medici con mascherine e camice contro epidemia

Aumentati i contagi, l’allarme degli esperti e l’intervento anche dell’Unione Europea. Cosa sta succedendo con l’epidemia d’ebola.

Sta continuando a mettere paura al mondo intero e non solo all’Africa l’epidemia di Ebola che non sembra placare il proprio percorso in tema contagi. Dopo le allerte dei mesi scorsi dove si era parlato appunto di numeri ormai fuori controllo, ecco che adesso è stato necessario anche l’intervento dell’Unione Europea.

provetta con test per il virus dell'Ebola

Epidemia di Ebola: la situazione

L’emergenza legata all’Ebola continua a peggiorare nella Repubblica Democratica del Congo. I contagi crescono progressivamente e il numero delle persone decedute ha già superato quello registrato durante la precedente grande epidemia, sviluppatasi tra il 2018 e il 2020. Con 2.325 vittime su 4.945 casi confermati, l’attuale focolaio è diventato il più letale nella storia del Paese. Sei anni fa, al termine della precedente emergenza, erano stati invece registrati 2.299 morti su 3.381 casi accertati.

L’intervento dell’Ue per l’epidemia più letale di sempre

Di fronte all’aggravarsi della situazione, anche l’Unione europea ha deciso di rafforzare il proprio intervento. La Commissione europea sta acquistando test diagnostici per un valore complessivo di 2,5 milioni di euro, destinati ai Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie. Le forniture comprendono test molecolari rapidi point-of-care e strumenti necessari per effettuare le analisi. La consegna ai centri africani è prevista entro la fine del mese.

L’intervento europeo potrebbe inoltre essere ampliato. È infatti in preparazione un nuovo accordo, realizzato in collaborazione con l’Organizzazione mondiale della sanità, per garantire la disponibilità di ulteriori test diagnostici.

La commissaria europea per la Gestione delle crisi, Hadja Lahbib, ha spiegato che l’iniziativa nasce anche dalle indicazioni raccolte durante una sua visita in Ituri. In quell’occasione, i partner impegnati sul campo hanno evidenziato la necessità urgente di poter contare su una diagnostica più rapida ed efficace.

Secondo Lahbib, intervenire velocemente è fondamentale durante un’epidemia di Ebola: individuare prima i casi permette di avviare più rapidamente le cure e di ridurre il rischio che il virus continui a diffondersi. L’Europa, ha sottolineato la commissaria, sta quindi traducendo le esigenze emerse sul posto in un aiuto concreto, attraverso la collaborazione con Africa Cdc e Oms.

I test rappresentano solo una parte dell’impegno europeo. Finora la Commissione ha mobilitato complessivamente 493 milioni di euro per emergenze, vaccini, trattamenti e sicurezza sanitaria nella regione dei Grandi Laghi e in Uganda.

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ultimo aggiornamento: 19 Agosto 2026 9:53

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