Continuano le tensioni tra Iran e Usa con il tanto atteso D-Day, ovvero la stretta economica contro Teheran, che sarebbe arrivato.
Dopo giorni di tensioni e attese è arrivato quello che Washington ha definito il “D-Day economico” per l’Iran. A ufficializzare la nuova linea americana è stato il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, che ha annunciato l’intenzione di imporre a Teheran sanzioni economiche “senza precedenti”. Secondo quanto dichiarato dal ministro dell’amministrazione di Donald Trump, le conseguenze potrebbero però estendersi anche ai Paesi che scelgono di adottare una “politica di pacificazione” nei confronti del regime degli Ayatollah.

Guerra in Iran: il giorno del D-Day
“Siamo ormai giunti alla fase decisiva. Siamo al D-Day economico, la più grande offensiva finanziaria mai scatenata contro un avversario”. Sono state queste le parole del segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, che ha di fatto ufficializzato al Financial Times il via delle nuove durissime sanzioni americane contro Teheran.
Il segretario Usa ha ribadito: “Il mondo deve comprendere che il nostro obiettivo è recidere ogni áncora di linfa economica che sostiene il regime tirannico, fino a lasciare Teheran completamente isolata”, le parole di Bessent.
Continuano le tensioni nel conflitto
Nel frattempo resta elevatissimo il livello di tensione nei due strategici stretti di Bab el-Mandeb e Hormuz. In entrambe le aree il traffico commerciale continua a essere “molto ridotto”. Nel Golfo Persico, inoltre, i pasdaran hanno ribadito la propria posizione nei confronti delle imbarcazioni, avvertendo che “le navi che violeranno i protocolli subiranno dure restrizioni”.
A intervenire sulla situazione è stato anche il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Durante un discorso pronunciato in occasione della Settimana del Governo e riportato dall’agenzia iraniana Mehr, il leader di Teheran ha sostenuto che l’obiettivo dei suoi avversari fosse provocare il collasso dell’Iran, senza però riuscirci.
“L’obiettivo del nemico era il collasso dell’Iran, ma questo non è accaduto”, ha dichiarato Pezeshkian, accusando inoltre gli avversari di chiudere le strade e di cercare accordi con i governi musulmani per impedire loro di raggiungere intese con Teheran. Il presidente iraniano ha quindi ribadito: “Noi non ci arrenderemo mai“, dichiarazioni che fanno intendere come da parte delle forze iraniane il conflitto possa anche durare per sempre.
In questo scenario, l’Iran continua a rafforzare il proprio arsenale e lancia un nuovo avvertimento alla comunità internazionale. I Paesi che decideranno di aderire alle sanzioni americane, infatti, saranno considerati da Teheran come “nemici”.