Robert Pickton fu condannato per sei omicidi, ma sulla sua fattoria furono trovati resti o DNA di 33 donne. In carcere disse di averne uccise 49.
Robert William Pickton è stato uno dei più prolifici serial killer della storia canadese. Allevatore di maiali a Port Coquitlam, nella Columbia Britannica, nel 2007 venne riconosciuto colpevole dell’omicidio di sei donne scomparse dal Downtown Eastside di Vancouver. La dimensione reale dei suoi crimini potrebbe però essere stata molto maggiore: sulla proprietà furono trovati resti o DNA riconducibili a 33 donne e Pickton stesso disse a un agente sotto copertura di averne uccise 49.

Robert Pickton: le donne scomparse e la fattoria di Port Coquitlam
Dalla fine degli anni Novanta aumentò l’allarme per la scomparsa di numerose donne del Downtown Eastside, molte delle quali vivevano in condizioni di forte vulnerabilità e lavoravano nel sex work. Pickton era già comparso nelle informazioni della polizia nel 1998 e nel 1999 figurava tra le persone d’interesse, ma l’indagine non arrivò rapidamente a fermarlo. Una successiva commissione pubblica avrebbe analizzato proprio le carenze e i ritardi nelle indagini.
Nel febbraio 2002, una perquisizione inizialmente collegata alla ricerca di armi illegali portò gli investigatori nella proprietà di Pickton. Gli accertamenti si trasformarono in una delle più grandi indagini forensi della storia canadese: furono recuperati resti umani smembrati in congelatori, secchi e altre zone della fattoria.
Pickton venne inizialmente accusato di 27 omicidi di primo grado. Un capo fu eliminato e altri venti vennero separati dal primo processo. La giuria giudicò quindi sei casi: Sereena Abotsway, Mona Wilson, Andrea Joesbury, Marnie Frey, Brenda Wolfe e Georgina Papin. Il 9 dicembre 2007 Pickton fu riconosciuto colpevole di sei omicidi di secondo grado.
La confessione delle 49 vittime e la morte in carcere
Una delle prove più impressionanti emerse quando un agente si finse suo compagno di cella. Pickton dichiarò di avere ucciso 49 donne e di avere progettato una cinquantesima vittima per arrivare a un numero “tondo”. Disse inoltre di essere stato catturato perché era diventato meno prudente. La Corte Suprema canadese riportò direttamente queste dichiarazioni nella propria sentenza. La confessione, tuttavia, non significa che tutti e 49 gli omicidi siano stati individualmente provati.
Pickton ricevette l’ergastolo, con 25 anni senza possibilità di libertà condizionale. Nel 2010 furono definitivamente sospesi i procedimenti relativi agli altri venti omicidi perché un nuovo processo non avrebbe potuto aumentare la pena già massima. Le sei condanne furono confermate dalla Corte Suprema.
Il 19 maggio 2024, mentre era detenuto nel penitenziario di massima sicurezza di Port-Cartier, in Québec, Pickton venne violentemente aggredito da un altro detenuto. Morì in ospedale il 31 maggio, a 74 anni. La sua morte chiuse definitivamente la possibilità di processarlo per altre vittime, lasciando numerose famiglie senza una risposta giudiziaria completa sul destino delle donne i cui resti furono collegati alla sua fattoria.