Il viaggio di Ratcliffe, capo della Cia, a Mosca e l’esito dell’incontro con il Cremlino. Cosa è successo e perché Trump ha voluto tutto questo.
Nell’ambito della guerra Ucraina-Russia sta facendo parlare il recente viaggio del capo della Cia, John Ratcliffe, a Mosca. L’uomo è arrivato nella capitale russa il 25 agosto 2026, a bordo di un Boeing C-17 Globemaster III partito dalla Joint Base Andrews, nei pressi di Washington, e transitato da Riga, in Lettonia. Il viaggio non è stato confermato ufficialmente né dalla Casa Bianca né dal Cremlino, ma è stato ricostruito attraverso i dati relativi al tracciamento del volo.

Guerra Ucraina-Russia: il viaggio di Ratcliffe a Mosca
Il giorno successivo, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha riferito che Vladimir Putin era stato informato dell’esito dei colloqui, precisando però che il presidente russo non aveva incontrato personalmente Ratcliffe. Secondo Peskov, è ancora presto per stabilire se questi contatti possano aiutare a superare la profonda crisi nei rapporti tra Stati Uniti e Russia. Prima della missione, inoltre, Washington avrebbe chiesto a Kiev di interrompere gli attacchi contro Mosca fino al rientro della delegazione americana.
La scelta di Ratcliffe per un incarico così delicato non appare casuale. Considerato tra i membri più conservatori del Congresso, nel 2016 era stato indicato dalla Heritage Foundation come il legislatore texano più a destra. Durante le indagini sull’impeachment e sul Russiagate si era distinto per la sua vicinanza a Donald Trump, diventando uno dei suoi sostenitori più visibili. La fiducia del presidente, insieme alla sua esperienza sui temi della sicurezza, lo ha portato a occuparsi di missioni particolarmente sensibili.
Ratcliffe aveva già costruito un rapporto diretto con il capo dell’intelligence estera russa, Sergei Naryshkin, con cui ha mantenuto contatti regolari. Il direttore della Cia ha inoltre partecipato a delicate trattative per lo scambio di prigionieri. Nell’aprile 2025, ad Abu Dhabi, aveva negoziato la liberazione di Ksenia Karelina, cittadina russo-americana detenuta in Russia, ottenendo in cambio la restituzione di un cittadino russo detenuto negli Stati Uniti. La Cia aveva avuto un ruolo anche nello scambio del 2024 che aveva portato alla liberazione del giornalista del Wall Street Journal Evan Gershkovich e dell’ex marine Paul Whelan.
Cosa è successo nell’incontro e la scelta di Ratcliffe
L’utilizzo di un canale gestito dall’intelligence permette a Washington di mantenere i contatti lontano dai riflettori e senza il peso politico di un incontro diplomatico ufficiale. In una fase in cui i negoziati sulla guerra tra Russia e Ucraina risultano sostanzialmente bloccati, la missione può quindi rappresentare un modo per sondare le intenzioni di Mosca mantenendo riservatezza e margini di manovra.
La scelta di Ratcliffe, inoltre, assume un significato particolare proprio per le sue posizioni considerate dure nei confronti della Russia. Per alcuni osservatori, la sua presenza a Mosca potrebbe dunque essere interpretata non soltanto come un tentativo di dialogo, ma anche come un segnale di fermezza. Stando al Wall Street Journal che ha citato alcune fonti informate, il viaggio a sorpresa del capo della Cia a Mosca è stato per avvertire la Russia di non attaccare i paesi della Nato. L’avvertimento segue le nuove valutazioni dell’intelligence americana, secondo le quali Vladimir Putin potrebbe mettere alla prova la determinazione della Nato con un attacco limitato contro un paese dell’alleanza nei prossimi anni.