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Alluvione tra Tibet e Nepal: oltre 900 morti e rischio inondazioni
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Alluvione tra Tibet e Nepal: oltre 900 morti. Rischio nuove inondazioni e malattie

casa distrutta dall'alluvione

Il bilancio delle vittime dell’alluvione tra Tibet e Nepal continua a salire. Adesso si temono nuove inondazioni e anche il rischio epidemie.

Continuano ad arrivare drammatici aggiornamenti a seguito dell’alluvione tra Tibet e Nepal che ha visto coinvolti anche tre cittadini italiani. Le autorità e i soccorsi sono a lavoro ma il bilancio è aumentato ad oltre 900 decessi. Inoltre si temono nuove inondazioni e, purtroppo, incute timore il rischio di una diffusione di malattie.

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Alluvione tra Tibet e Nepal: la situazione

È salito a 903 il bilancio delle vittime delle devastanti inondazioni che hanno colpito il Nepal. Secondo quanto riferito dalle autorità del Paese himalayano, sono invece 4.200 le persone ancora disperse. Le conseguenze del disastro continuano a essere gravissime, soprattutto nelle zone situate al confine con la Cina, dove interi villaggi sono stati sommersi e travolti da fango e detriti.

Di fronte alle difficoltà delle operazioni di soccorso e alla necessità di evitare ulteriori rischi dal punto di vista sanitario, le autorità nepalesi hanno iniziato a seppellire alcuni dei corpi recuperati senza attendere la loro identificazione e senza aspettare la conclusione delle ricerche. Prima delle inumazioni viene comunque raccolto un campione di Dna, così da consentire eventuali successive procedure di identificazione.

Intanto, mentre i soccorritori continuano a operare in condizioni estremamente difficili e pericolose, l’emergenza si sta estendendo anche sul fronte sanitario. Nelle aree che sono rimaste isolate a causa delle inondazioni, infatti, l’acqua potabile comincia a scarseggiare. Le fonti di approvvigionamento sono state danneggiate oppure contaminate e questo alimenta il timore che possano diffondersi malattie.

Le squadre impegnate nelle operazioni di soccorso lavorano senza sosta, anche se resta alta la preoccupazione per la possibilità che si verifichino nuove piene. Un segnale della gravità della situazione arriva anche dal livello del fiume Bhotekoshi, che continua a crescere dopo le alluvioni devastanti di mercoledì 26 agosto.

La situazione degli abitanti e gli aiuti

Le autorità hanno quindi invitato gli abitanti dei distretti colpiti a mantenere la massima attenzione. Domenica 30 agosto sono stati inviati messaggi di allerta sui telefoni cellulari per avvertire la popolazione del pericolo di nuove inondazioni. Nel frattempo, i soccorritori hanno proseguito gli interventi per liberare una delle principali autostrade del Nepal.

Nel distretto di Dhading, tra le zone maggiormente colpite, alcuni residenti hanno cominciato a rientrare nelle proprie abitazioni devastate, o in ciò che rimane delle loro case.

Tra le notizie positive c’è il salvataggio di una bambina di cinque anni, rimasta per due giorni intrappolata sotto le macerie.

Sul fronte degli aiuti internazionali, infine, la Malaysia ha annunciato un contributo di un milione di dollari e l’invio di una squadra specializzata nelle operazioni di ricerca e soccorso, destinata a sostenere gli interventi di assistenza in Nepal.

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ultimo aggiornamento: 31 Agosto 2026 8:43

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