Si riaccende la guerra in Iran con attacchi reciproci tra Usa e Teheran. Luogo cruciale Hormuz con gli americani che hanno compiuto e confermato dei raid.
Solamente pochi giorni fa il presidente americano, Donald Trump, aveva parlato di Stretto di Hormuz come nuovo territorio Usa. Ora, proprio la zona cruciale dell’economia mondiale è stata di nuovo teatro di scontri nell’ambito della guerra in Iran. Nuovi raid da parte delle forze statunitensi con successive risposte da parte degli iraniani che hanno preso di mira basi Usa in Giordania.

Guerra in Iran: raid Usa su Hormuz
Le forze statunitensi hanno condotto un attacco contro due siti di lancio iraniani sull’isola di Larak, nello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riferito da un funzionario americano al giornalista di Axios Barak Ravid, le unità statunitensi avevano individuato membri del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche mentre si preparavano a utilizzare razzi equipaggiati con mine marine.
La notizia del raid è stata confermata anche dal Comando Centrale degli Stati Uniti. Il portavoce del Centcom, Tim Hawkins, ha spiegato che l’operazione ha interessato due siti presenti sull’isola, precisando che erano stati osservati combattenti delle Guardie Rivoluzionarie impegnati nei preparativi per il lancio di razzi con mine destinate allo Stretto di Hormuz. Si tratta del primo attacco americano in territorio iraniano nell’arco di un mese.
Teheran ha denunciato l’azione come un atto di aggressione. Le Guardie Rivoluzionarie hanno riferito che il bombardamento avrebbe provocato morti e feriti tra combattenti e civili iraniani, senza però indicare un numero preciso. I Pasdaran hanno inoltre promesso una risposta contro i responsabili.
Il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, Sardar Mohebi, ha definito il raid un “fatale errore strategico”, sostenendo che gli Stati Uniti dovranno affrontarne le conseguenze sia sul piano economico sia su quello militare.
La reazione iraniana è arrivata poche ore dopo. Fonti arabe citate dall’agenzia Fars hanno riferito del lancio di missili verso Aqaba e contro la base di Muwaffaq Salti, in Giordania, dove sono presenti militari statunitensi. Le stesse fonti hanno segnalato diverse esplosioni in territorio giordano.
Teheran attacca basi Usa in Giordania
Successivamente, i Guardiani della Rivoluzione hanno dichiarato di aver colpito due basi americane in Giordania, Al Azraq e Re Hussein, attraverso un’operazione combinata con missili e droni. I Pasdaran hanno sostenuto di aver causato gravi danni, ma al momento non sono disponibili conferme indipendenti sull’effettivo risultato degli attacchi.
Il Centcom ha respinto infine le accuse iraniane, definendole false e spiegando che l’operazione contro i lanciatori di Larak è stata limitata e precisa e mirata alle unità impegnate nella posa di mine, considerate una minaccia imminente per lo Stretto di Hormuz.